Nel saggio si analizza la fortuna delle Esposizioni Universali in Europa e e l’eco che hanno suscitato nell’immaginario di alcuni artisti e scrittori russi, che ne hanno traslato il senso all’interno di una dimensione narrativa, di un’invenzione utopica o di una rêverie poetica. Se ne approfondiscono in particolare tre aspetti profondamente radicati nella storia del pensiero russo: 1. l’architettura di vetro e ferro collegata all’utopia abitativa; 2. la fantasmagoria spettacolare, ispirata dal teatro popolare; 3. la visione panoramica dall’alto e la nuova percezione dello spazio e del tempo. Nella prima parte sull’architettura di vetro si ripercorre la fortuna delle invenzioni architettoniche di vetro negli scritti degli utopisti russi (da Cernysevskij a Bogdanov e Chlebnikov) ma anche il suo rovesciamento nelle distopie di Brjusov e Zamjatin. Nella seconda parte le esposizioni sono studiate in rapporto all’organizzazione delle feste popolari e delle fiere russe, così come evocate da Aleksandr Benua nelle sue memorie e negli articoli “Pis’ma so vsemirnoj vystavki”, apparsi su “Mir iskusstva” nel 1900. Nella terza parte, partendo da un dettaglio significativo dell’Esposizione universale del 1889, la Tour Eiffel, simbolo di Parigi ed emblema della modernità, si evidenzia il significato della visione panoramica dall’alto e delle coordinate spazio-temporali nella poesia di Majakovskij, soprattutto nei poemi incompiuti "La Quarta Internazionale" e "La Quinta Internazionale" (1921-23).

Vsemirnye vystavki v vosprijatii russkich pisatelej i chudoznikov konca XIX - nacala XX vv. (Le esposizioni universali nella recezione degli scrittori e artisti russi della fine del XIX - inizio del XX secolo)

D'AMELIA, Antonella
2005

Abstract

Nel saggio si analizza la fortuna delle Esposizioni Universali in Europa e e l’eco che hanno suscitato nell’immaginario di alcuni artisti e scrittori russi, che ne hanno traslato il senso all’interno di una dimensione narrativa, di un’invenzione utopica o di una rêverie poetica. Se ne approfondiscono in particolare tre aspetti profondamente radicati nella storia del pensiero russo: 1. l’architettura di vetro e ferro collegata all’utopia abitativa; 2. la fantasmagoria spettacolare, ispirata dal teatro popolare; 3. la visione panoramica dall’alto e la nuova percezione dello spazio e del tempo. Nella prima parte sull’architettura di vetro si ripercorre la fortuna delle invenzioni architettoniche di vetro negli scritti degli utopisti russi (da Cernysevskij a Bogdanov e Chlebnikov) ma anche il suo rovesciamento nelle distopie di Brjusov e Zamjatin. Nella seconda parte le esposizioni sono studiate in rapporto all’organizzazione delle feste popolari e delle fiere russe, così come evocate da Aleksandr Benua nelle sue memorie e negli articoli “Pis’ma so vsemirnoj vystavki”, apparsi su “Mir iskusstva” nel 1900. Nella terza parte, partendo da un dettaglio significativo dell’Esposizione universale del 1889, la Tour Eiffel, simbolo di Parigi ed emblema della modernità, si evidenzia il significato della visione panoramica dall’alto e delle coordinate spazio-temporali nella poesia di Majakovskij, soprattutto nei poemi incompiuti "La Quarta Internazionale" e "La Quinta Internazionale" (1921-23).
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