Lo scritto riproduce la relazione al Congresso italo-luso-brasiliero de Direito Civil, tenuto a Sao Paolo, 13-16 settembre 2004. Nella premessa che il nuovo Codigo Civil brasileiro costituisce l’occasione per rivedere principi del diritto, categorie giuridiche e tecniche argomentative, bisognose di continue rivisitazioni e che il codice brasiliano esprime un modello di contratto affine a quello del codice civile italiano del 1942 e fedele alla tradizione romanistica, con la quale ha di recente rotto la disciplina italiana per l’introduzione di normative di matrice comunitaria, che hanno ricadute sulla struttura e funzione dello strumento contrattuale, l’A. espone i tratti più salienti della disciplina italiana vigente e della ricostruzione teorica del contratto. L’esposizione si accompagna alla consapevolezza che al lavoro di ricostruzione dei concetti di contratto e di autonomia contrattuale e dei principi di riferimento torna utile la comparazione con la normativa brasiliana proprio perchè più ancorata alla tradizione e, per converso, all’interpretazione della disciplina del Codigo Civil brasileiro può essere utile proiettarsi nell’evoluzione del diritto dei contratti italiano. La ricostruzione sistematica della disciplina del contratto e la constatazione di una pluralità di mercati, vale a dire di statuti normativi differenziati in dipendenza del tipo di mercato e del grado di concorrenza, cui corrisponde la specificità dei contratti che in essi si sviluppano, induce l’A. alla ricostruzione della disciplina di uno specifico mercato, ossia quello energetico, da cui si evince che l’affidamento all’imprenditore privato ed al regolamento contrattuale di tutti i più importanti servizi, essenziali alla qualità della vita della persona umana, è strettamente contenuto nei limiti di regole eteronome fissate dall’Autorità di vigilanza. La costruzione del mercato dell’energia elettrica e la privatizzazione dei servizi energetici costituiscono, altresì, l’occasione per riflettere sull’incidenza degli interessi pubblici sul contratto.

Il contratto tra integrazione dei mercati e pluralismo delle fonti

D'ADDINO, Paola
2005

Abstract

Lo scritto riproduce la relazione al Congresso italo-luso-brasiliero de Direito Civil, tenuto a Sao Paolo, 13-16 settembre 2004. Nella premessa che il nuovo Codigo Civil brasileiro costituisce l’occasione per rivedere principi del diritto, categorie giuridiche e tecniche argomentative, bisognose di continue rivisitazioni e che il codice brasiliano esprime un modello di contratto affine a quello del codice civile italiano del 1942 e fedele alla tradizione romanistica, con la quale ha di recente rotto la disciplina italiana per l’introduzione di normative di matrice comunitaria, che hanno ricadute sulla struttura e funzione dello strumento contrattuale, l’A. espone i tratti più salienti della disciplina italiana vigente e della ricostruzione teorica del contratto. L’esposizione si accompagna alla consapevolezza che al lavoro di ricostruzione dei concetti di contratto e di autonomia contrattuale e dei principi di riferimento torna utile la comparazione con la normativa brasiliana proprio perchè più ancorata alla tradizione e, per converso, all’interpretazione della disciplina del Codigo Civil brasileiro può essere utile proiettarsi nell’evoluzione del diritto dei contratti italiano. La ricostruzione sistematica della disciplina del contratto e la constatazione di una pluralità di mercati, vale a dire di statuti normativi differenziati in dipendenza del tipo di mercato e del grado di concorrenza, cui corrisponde la specificità dei contratti che in essi si sviluppano, induce l’A. alla ricostruzione della disciplina di uno specifico mercato, ossia quello energetico, da cui si evince che l’affidamento all’imprenditore privato ed al regolamento contrattuale di tutti i più importanti servizi, essenziali alla qualità della vita della persona umana, è strettamente contenuto nei limiti di regole eteronome fissate dall’Autorità di vigilanza. La costruzione del mercato dell’energia elettrica e la privatizzazione dei servizi energetici costituiscono, altresì, l’occasione per riflettere sull’incidenza degli interessi pubblici sul contratto.
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