E’ noto che la particolarità dei due romanzi francesi Le roman de la rose o de Guillaume de Dole di Jean Renart e del Roman de la violette di Gerbert de Montreuil, risiede nella loro struttura compositiva che si articola in un alternarsi di svariati testi lirici intrecciati con gusto ed ingegno al tessuto della narrazione. Le liriche scelte con estrema cura dagli autori, dal repertorio letterario dell’epoca, sono declamate dai diversi protagonisti del racconto e sono intessute nella trama narrativa con una tale accortezza e precisione che sembrano composte dagli stessi compositori. Questa innovazione stilistica, attuata dapprima da Jean Renart, ha avuto un grande successo e infatti numerosi sono stati lungo il XII sec. i suoi continuatori. In questa sede ci occuperemo soprattutto degli enchâssement lirici estrapolati, da entrambi gli autori, dalla tradizione trobadorica, al fine di dimostrare come la scelta di specifiche auctoritates appartenenti al “siècle d’or” della poesia occitana non sia stata casuale. In tal senso la nostra analisi prenderà in considerazione le modalità di ricezione dell’ideologia trobadorica oltre i suoi confini e, precisamente, nel nord della Francia, mediante un’indagine sui canzonieri provenzali W ed X. In seguito dimostreremo come l’ideale lirico della fin’amor funga, in realtà, da supporto all’ideale romanzesco.

Enchassement des textes lyriques occitans dans les romans français: Guillaume de Dole et Roman de la violette

GALANO, Sabrina
2003

Abstract

E’ noto che la particolarità dei due romanzi francesi Le roman de la rose o de Guillaume de Dole di Jean Renart e del Roman de la violette di Gerbert de Montreuil, risiede nella loro struttura compositiva che si articola in un alternarsi di svariati testi lirici intrecciati con gusto ed ingegno al tessuto della narrazione. Le liriche scelte con estrema cura dagli autori, dal repertorio letterario dell’epoca, sono declamate dai diversi protagonisti del racconto e sono intessute nella trama narrativa con una tale accortezza e precisione che sembrano composte dagli stessi compositori. Questa innovazione stilistica, attuata dapprima da Jean Renart, ha avuto un grande successo e infatti numerosi sono stati lungo il XII sec. i suoi continuatori. In questa sede ci occuperemo soprattutto degli enchâssement lirici estrapolati, da entrambi gli autori, dalla tradizione trobadorica, al fine di dimostrare come la scelta di specifiche auctoritates appartenenti al “siècle d’or” della poesia occitana non sia stata casuale. In tal senso la nostra analisi prenderà in considerazione le modalità di ricezione dell’ideologia trobadorica oltre i suoi confini e, precisamente, nel nord della Francia, mediante un’indagine sui canzonieri provenzali W ed X. In seguito dimostreremo come l’ideale lirico della fin’amor funga, in realtà, da supporto all’ideale romanzesco.
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