L'indagine sistematica dei principali siti monastici di età sassone, avviata in Inghilterra negli anni '60 con gli scavi di Monkwearmouth e Jarrow , ha portato alla luce frammenti di vetro piano che hanno confermato le fonti cronachistiche ed epistolari in cui si parlava di vetrate o della circolazione di maestri vetrai. Tuttavia, più che l'infittirsi delle scoperte archeologiche, in particolare in Northumbria , è stata la rilettura di alcuni brevi passi che esprimono la necessità di reperire manodopera specializzata ad aver suscitato l'interesse di chi scrive. Ripetutamente citati nei resoconti delle campagne di scavo a sostegno della pubblicazione di frammenti di vetro piano, o anche in volumi che ambivano a ricostruire la storia delle vetrate occidentali rintracciandone le radici nell'Inghilterra altomedievale, non erano mai presentati in un'ottica più ampia, che definisse il contesto culturale in cui lo scambio epistolare, e con esso la richiesta di vetrai, aveva avuto luogo. Gli autori si limitavano a sostenere una vaga continuità di produzione dell'attività vetraria nelle regioni continentali a giustificazione della ricerca di tali competenze da parte di "insulari". Nella piena consapevolezza di non avere i mezzi per potere sciogliere la difficile questione della persistenza della cultura tecnologica antica nell'Occidente altomedievale, si propone in questa sede una semplice collazione, commentata, di fonti edite. Da queste si delinea una rete di relazioni, di amicizia innanzitutto, indi di carattere diplomatico, tra personaggi di spicco della società sassone e franca tra tardo VII-IX sec. Molti di questi erano partiti dalle originarie isole britanniche per impegnarsi nel progetto di cristianizzazione dei popoli germanici, sostenuto dalla dinastia carolingia, per rivestire in seguito posizioni significative nei più alti ranghi ecclesiastici continentali. Il fitto intrecciarsi di missioni, corrispondenze, pellegrinaggi, scambi di doni, soggiorni di studio e formazione, è stato magistralmente ricostruito da Wilhelm Levison -che aveva dovuto di necessità percorrere all'inverso la strada tra Germania e Inghilterra, durante il secondo conflitto mondiale- e fatto oggetto di un ciclo di seminari ad Oxford . In questa occasione, la griglia storica di Levison serve appunto a contestualizzare le richieste e gli spostamenti su lunghe distanze di maestranze vetrarie, che agli occhi dei contemporanei risultano detentrici di un sapere raro quanto singolare nel perpetuare un particolare settore dell'industria romana.

Maestri vetrai, vetrate e illustri prelati tra Inghilterra sassone e dominio franco (secoli VII-IX)

DELL'ACQUA, Francesca
2001

Abstract

L'indagine sistematica dei principali siti monastici di età sassone, avviata in Inghilterra negli anni '60 con gli scavi di Monkwearmouth e Jarrow , ha portato alla luce frammenti di vetro piano che hanno confermato le fonti cronachistiche ed epistolari in cui si parlava di vetrate o della circolazione di maestri vetrai. Tuttavia, più che l'infittirsi delle scoperte archeologiche, in particolare in Northumbria , è stata la rilettura di alcuni brevi passi che esprimono la necessità di reperire manodopera specializzata ad aver suscitato l'interesse di chi scrive. Ripetutamente citati nei resoconti delle campagne di scavo a sostegno della pubblicazione di frammenti di vetro piano, o anche in volumi che ambivano a ricostruire la storia delle vetrate occidentali rintracciandone le radici nell'Inghilterra altomedievale, non erano mai presentati in un'ottica più ampia, che definisse il contesto culturale in cui lo scambio epistolare, e con esso la richiesta di vetrai, aveva avuto luogo. Gli autori si limitavano a sostenere una vaga continuità di produzione dell'attività vetraria nelle regioni continentali a giustificazione della ricerca di tali competenze da parte di "insulari". Nella piena consapevolezza di non avere i mezzi per potere sciogliere la difficile questione della persistenza della cultura tecnologica antica nell'Occidente altomedievale, si propone in questa sede una semplice collazione, commentata, di fonti edite. Da queste si delinea una rete di relazioni, di amicizia innanzitutto, indi di carattere diplomatico, tra personaggi di spicco della società sassone e franca tra tardo VII-IX sec. Molti di questi erano partiti dalle originarie isole britanniche per impegnarsi nel progetto di cristianizzazione dei popoli germanici, sostenuto dalla dinastia carolingia, per rivestire in seguito posizioni significative nei più alti ranghi ecclesiastici continentali. Il fitto intrecciarsi di missioni, corrispondenze, pellegrinaggi, scambi di doni, soggiorni di studio e formazione, è stato magistralmente ricostruito da Wilhelm Levison -che aveva dovuto di necessità percorrere all'inverso la strada tra Germania e Inghilterra, durante il secondo conflitto mondiale- e fatto oggetto di un ciclo di seminari ad Oxford . In questa occasione, la griglia storica di Levison serve appunto a contestualizzare le richieste e gli spostamenti su lunghe distanze di maestranze vetrarie, che agli occhi dei contemporanei risultano detentrici di un sapere raro quanto singolare nel perpetuare un particolare settore dell'industria romana.
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