In tema di qualità e sviluppo sostenibile dell’ambiente urbano un primo fondamentale problema riguarda la misurabilità del fenomeno, o meglio la ricerca di indicatori di sostenibilità appropriati e comparabili. Come si fa a stabilire univocamente se una città è vivibile? Quali variabili è opportuno utilizzare per misurare la sostenibilità dell’ambiente urbano e valutare l’efficacia delle iniziative e degli interventi messi in atto per migliorare la qualità delle nostre città? Questo lavoro, rientrante nel Prin “Ecosistema urbano: buone pratiche per il governo della sostenibilità urbana e dello sviluppo compatibile”, analizza le principali esperienze di ricerca condotte a livello internazionale, europeo e italiano da organismi pubblici e privati, dedicando particolare attenzione alla disamina di quegli studi rivolti alla costruzione di un core set di indicatori di sostenibilità relativi alla dimensione urbana. Un primo risultato che emerge dall’indagine è che, a fronte dei numerosissimi indicatori elaborati sia a livello europeo che nazionale, non si dispone di banche-dati sufficientemente disaggregate da consentire di misurare la sostenibilità/qualità dell’ambiente urbano a livello locale (se non, in Italia, per alcuni capoluoghi di provincia). Permangono, inoltre, profonde diversità di concezione dei termini stessi di partenza, sia quindi del concetto di sviluppo (quantitativo o qualitativo, contrapposto alla crescita o non, ecc.), sia del concetto di sostenibilità (strettamente legato alla dimensione ambientale o esteso alla dimensione economica, sociale e istituzionale, da valutare a scala locale o globale, legato ai fabbisogni delle generazioni future o agli stock globali di risorse materiali e biologiche, ecc.). La stessa organizzazione/classificazione degli indicatori risulta estremamente variabile (per tipologia di risorse, per temi, per categorie di Agenda 21, per modelli concettuali di riferimento). I risultati emersi da questa indagine, hanno indotto l’unità di ricerca di Salerno a sperimentare un proprio percorso metodologico per sviluppare l’analisi empirica relativa alla sostenibilità del territorio urbano salernitano. Tale metodo si è basato sull’individuazione di un set di indicatori di efficienza urbana, disaggregati a scala comunale o sub-comunale, che opportunamente clasterizzati e riportati in una matrice di valutazione, hanno permesso di pervenire ad una sorta di “atlante dell’efficienza urbana” basato su tre diversi metodi di classificazione (il metodo della prevalenza, il metodo della prevalenza corretta e il metodo dei valori pesati).

Gli indicatori della qualità della vita e dello sviluppo sostenibile: le esperienze maturate in ambito nazionale ed internazionale

IOVINO, Giorgia
2007

Abstract

In tema di qualità e sviluppo sostenibile dell’ambiente urbano un primo fondamentale problema riguarda la misurabilità del fenomeno, o meglio la ricerca di indicatori di sostenibilità appropriati e comparabili. Come si fa a stabilire univocamente se una città è vivibile? Quali variabili è opportuno utilizzare per misurare la sostenibilità dell’ambiente urbano e valutare l’efficacia delle iniziative e degli interventi messi in atto per migliorare la qualità delle nostre città? Questo lavoro, rientrante nel Prin “Ecosistema urbano: buone pratiche per il governo della sostenibilità urbana e dello sviluppo compatibile”, analizza le principali esperienze di ricerca condotte a livello internazionale, europeo e italiano da organismi pubblici e privati, dedicando particolare attenzione alla disamina di quegli studi rivolti alla costruzione di un core set di indicatori di sostenibilità relativi alla dimensione urbana. Un primo risultato che emerge dall’indagine è che, a fronte dei numerosissimi indicatori elaborati sia a livello europeo che nazionale, non si dispone di banche-dati sufficientemente disaggregate da consentire di misurare la sostenibilità/qualità dell’ambiente urbano a livello locale (se non, in Italia, per alcuni capoluoghi di provincia). Permangono, inoltre, profonde diversità di concezione dei termini stessi di partenza, sia quindi del concetto di sviluppo (quantitativo o qualitativo, contrapposto alla crescita o non, ecc.), sia del concetto di sostenibilità (strettamente legato alla dimensione ambientale o esteso alla dimensione economica, sociale e istituzionale, da valutare a scala locale o globale, legato ai fabbisogni delle generazioni future o agli stock globali di risorse materiali e biologiche, ecc.). La stessa organizzazione/classificazione degli indicatori risulta estremamente variabile (per tipologia di risorse, per temi, per categorie di Agenda 21, per modelli concettuali di riferimento). I risultati emersi da questa indagine, hanno indotto l’unità di ricerca di Salerno a sperimentare un proprio percorso metodologico per sviluppare l’analisi empirica relativa alla sostenibilità del territorio urbano salernitano. Tale metodo si è basato sull’individuazione di un set di indicatori di efficienza urbana, disaggregati a scala comunale o sub-comunale, che opportunamente clasterizzati e riportati in una matrice di valutazione, hanno permesso di pervenire ad una sorta di “atlante dell’efficienza urbana” basato su tre diversi metodi di classificazione (il metodo della prevalenza, il metodo della prevalenza corretta e il metodo dei valori pesati).
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