Il saggio descrive il radicarsi di una visione dell'armonia fondata sul concetto di simmetria come uno dei principali fattori che contribuirono al dissolversi della tonalità entro nuove modalità di organizzazione delle altezze. A dispetto di una consueta visione storiografica tendente a enfatizzare l'elemento di rottura (tonalità vs atonalità), una medesima visione simmetrica dei fenomeni armonici accomuna, infatti, molte composizioni ancora interpretabili nell'ottica dell'armonia tonale con altre che esulano più palesemente dalla tonalità. Il saggio mostra come il concetto di simmetria costituisca un aspetto centrale in numerosi scritti teorico-musicali prodotti tra la fine dell'Ottocento e i primi venti anni circa del Novecento. All'interno di tale produzione teorica è possibile distinguere una concezione simmetrico-assiale, tipica delle visioni fondate sugli intervalli naturali della serie degli armonici, e una concezione simmetrico-ciclica, che diverrà fondamentale per il pensiero post-tonale in genere. Il fatto che in questo periodo i teorici musicali avvertano sempre più pressantemente la necessità di una nuova riflessione sul significato e sulla legittimità teorica della suddivisione simmetrica dell'ottava nei dodici semitoni temperati è messo in relazione al progressivo affermarsi della visione simmetrico-ciclica, la cui premessa essenziale - l'equiparazione, sul piano teorico oltre che pratico, dei dodici semitoni dell'ottava musicale e la conseguente equivalenza delle grafie enarmoniche - si scontrava, all'epoca, con una consolidata tradizione teorica, di stampo fisicalistico e di orientamento positivista, secondo la quale l’armonia musicale si basa sulla serie degli armonici naturali. Prendendo in esame numerosi teorici dei primi decenni del Novecento coinvolti, più o meno dichiaratamente, con le nuove pratiche compositive post-tonali, il saggio sviluppa un discorso avviato soprattutto dagli studi di D. W. Bernstein, ampliandone il raggio d'azione, e considerando una casistica differente di scritti teorico-musicali, alcuni dei quali relativamente poco noti, ma non per questo mendo rivelatori e significativi. Dopo uno sguardo alle teorie di teorici di fine Ottecento, come François-Auguste Gevaert, Auguste Barbereau, Camille Durutte, Arthur von Oettingen, Ottokar Hostinsky e Hugo Riemann sono presi in esame numerosi scritti di teorici e/o compositori apparsi nei primi decenni del Novecento: René Lenormand, Antonio Alaleona, Hermann Erpf, Ernst Kirsch, Béla Bartók, Josef Matthias Hauer, Herbert Eimert, Bernhard Ziehn, George Capellen, Vincent d’Indy, Hermann Schröder, Boleslav Javorskij, Ernst Kurth, fino ad arrivare ad Arnold Schönberg, nei cui scritti si riannodano, in una sintesi originale, diversi fili di pensiero intravisti nei precedenti autori. Il progressivo radicarsi di una concezione dell’armonia basata sulla nozione di simmetria è messo in relazione ad Alcune delle principali correnti di pensiero – dal positivismo alla teoria della Gestalt – che influenzarono gli sviluppi nella pensiero scientifico tra la fine dell’Ottocento e primi anni del Novecento.

Armonia come simmetria. Rapporti tra teoria musicale, tecnica compositiva e pensiero scientifico

LOCANTO, Massimiliano
2007

Abstract

Il saggio descrive il radicarsi di una visione dell'armonia fondata sul concetto di simmetria come uno dei principali fattori che contribuirono al dissolversi della tonalità entro nuove modalità di organizzazione delle altezze. A dispetto di una consueta visione storiografica tendente a enfatizzare l'elemento di rottura (tonalità vs atonalità), una medesima visione simmetrica dei fenomeni armonici accomuna, infatti, molte composizioni ancora interpretabili nell'ottica dell'armonia tonale con altre che esulano più palesemente dalla tonalità. Il saggio mostra come il concetto di simmetria costituisca un aspetto centrale in numerosi scritti teorico-musicali prodotti tra la fine dell'Ottocento e i primi venti anni circa del Novecento. All'interno di tale produzione teorica è possibile distinguere una concezione simmetrico-assiale, tipica delle visioni fondate sugli intervalli naturali della serie degli armonici, e una concezione simmetrico-ciclica, che diverrà fondamentale per il pensiero post-tonale in genere. Il fatto che in questo periodo i teorici musicali avvertano sempre più pressantemente la necessità di una nuova riflessione sul significato e sulla legittimità teorica della suddivisione simmetrica dell'ottava nei dodici semitoni temperati è messo in relazione al progressivo affermarsi della visione simmetrico-ciclica, la cui premessa essenziale - l'equiparazione, sul piano teorico oltre che pratico, dei dodici semitoni dell'ottava musicale e la conseguente equivalenza delle grafie enarmoniche - si scontrava, all'epoca, con una consolidata tradizione teorica, di stampo fisicalistico e di orientamento positivista, secondo la quale l’armonia musicale si basa sulla serie degli armonici naturali. Prendendo in esame numerosi teorici dei primi decenni del Novecento coinvolti, più o meno dichiaratamente, con le nuove pratiche compositive post-tonali, il saggio sviluppa un discorso avviato soprattutto dagli studi di D. W. Bernstein, ampliandone il raggio d'azione, e considerando una casistica differente di scritti teorico-musicali, alcuni dei quali relativamente poco noti, ma non per questo mendo rivelatori e significativi. Dopo uno sguardo alle teorie di teorici di fine Ottecento, come François-Auguste Gevaert, Auguste Barbereau, Camille Durutte, Arthur von Oettingen, Ottokar Hostinsky e Hugo Riemann sono presi in esame numerosi scritti di teorici e/o compositori apparsi nei primi decenni del Novecento: René Lenormand, Antonio Alaleona, Hermann Erpf, Ernst Kirsch, Béla Bartók, Josef Matthias Hauer, Herbert Eimert, Bernhard Ziehn, George Capellen, Vincent d’Indy, Hermann Schröder, Boleslav Javorskij, Ernst Kurth, fino ad arrivare ad Arnold Schönberg, nei cui scritti si riannodano, in una sintesi originale, diversi fili di pensiero intravisti nei precedenti autori. Il progressivo radicarsi di una concezione dell’armonia basata sulla nozione di simmetria è messo in relazione ad Alcune delle principali correnti di pensiero – dal positivismo alla teoria della Gestalt – che influenzarono gli sviluppi nella pensiero scientifico tra la fine dell’Ottocento e primi anni del Novecento.
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