Il contributo porta l’attenzione sul problema del significato e della funzione che le immagini assumono in diversi contesti e sulla possibilità di contribuire alla definizione di officine ed ambiti di produzione attraverso l’individuazione di un patrimonio figurativo coerente, costituito da temi, schemi iconografici e modi della composizione. In particolare l’analisi si è focalizzata sulle produzioni del pittore della Nascita di Dioniso che, alla fine del V secolo a. C., mostra stringenti legami con la ceramica attica, sia nella scelta dei temi e delle iconografie, sia rispetto alle aree interessate dalla circolazione di questi prodotti. L’analisi iconografica condotta ha consentito di cogliere un linguaggio specifico, costituito da elementi grammaticali, schemi compositivi e figurativi che forniscono utili strumenti per poter ricomporre e definire un’officina. L’adozione di segni grammaticali precisi all’interno di temi iconografici come quello dell’apoteosi di Eracle anche su vasi attribuiti dal Trendall ad altri pittori e datati alla metà del IV secolo, consente di cogliere il linguaggio specifico di un’officina all’interno della quale si riconosce un’articolazione di pittori ed uno sviluppo cronologico coerente. L’attenzione si è concentrata inoltre sull’utilizzo di iconografie rare all’interno di contesti specifici suggerendo l’esistenza di una committenza diversificata e consapevole in dialettica con i diversi centri di produzione.

L'iconografia come contributo alla definizione di officine e di ambiti di produzione

MUGIONE, Eliana
2005

Abstract

Il contributo porta l’attenzione sul problema del significato e della funzione che le immagini assumono in diversi contesti e sulla possibilità di contribuire alla definizione di officine ed ambiti di produzione attraverso l’individuazione di un patrimonio figurativo coerente, costituito da temi, schemi iconografici e modi della composizione. In particolare l’analisi si è focalizzata sulle produzioni del pittore della Nascita di Dioniso che, alla fine del V secolo a. C., mostra stringenti legami con la ceramica attica, sia nella scelta dei temi e delle iconografie, sia rispetto alle aree interessate dalla circolazione di questi prodotti. L’analisi iconografica condotta ha consentito di cogliere un linguaggio specifico, costituito da elementi grammaticali, schemi compositivi e figurativi che forniscono utili strumenti per poter ricomporre e definire un’officina. L’adozione di segni grammaticali precisi all’interno di temi iconografici come quello dell’apoteosi di Eracle anche su vasi attribuiti dal Trendall ad altri pittori e datati alla metà del IV secolo, consente di cogliere il linguaggio specifico di un’officina all’interno della quale si riconosce un’articolazione di pittori ed uno sviluppo cronologico coerente. L’attenzione si è concentrata inoltre sull’utilizzo di iconografie rare all’interno di contesti specifici suggerendo l’esistenza di una committenza diversificata e consapevole in dialettica con i diversi centri di produzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/1721285
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