Il saggio mostra che Leibniz ha offerto diverse definizioni del Principio di Ragion Sufficiente, soffermandosi in particolare sulla prima formulazione di esso, la quale assume che (i) ogni ente può esistere soltanto se sono date tutte le condizioni necessarie (= requisiti) per la sua esistenza; (ii) la presenza di tutte le condizioni necessarie è condizione sufficiente per l'esistenza dell'ente stesso. Il saggio dimostra che questa formulazione del PRS conduce al Principio di Pienezza e annulla la differenza tra possibilità e realtà in atto. Le formulazioni più mature del PRS evitano questa conseguenza ma, per farlo, debbono indebolire la tesi che sia identificabile una totalità ben definita di condizioni rispetto a ogni possibile evento o stato di cose. Le formulazioni più mature del PRS sembrano ispirarsi inoltre maggiormente a un modello di razionalità che si potrebbe definire "deliberativo", nella quale la sussistenza di alternative non componibili è presupposto per la scelta di una di esse e la razionalità della scelta non può essere fornita indipendentemente da questo presupposto.

For a History of Leibniz's Principle of Sufficient Reason. First Formulations and Their Historical Background

PIRO, Francesco
2008

Abstract

Il saggio mostra che Leibniz ha offerto diverse definizioni del Principio di Ragion Sufficiente, soffermandosi in particolare sulla prima formulazione di esso, la quale assume che (i) ogni ente può esistere soltanto se sono date tutte le condizioni necessarie (= requisiti) per la sua esistenza; (ii) la presenza di tutte le condizioni necessarie è condizione sufficiente per l'esistenza dell'ente stesso. Il saggio dimostra che questa formulazione del PRS conduce al Principio di Pienezza e annulla la differenza tra possibilità e realtà in atto. Le formulazioni più mature del PRS evitano questa conseguenza ma, per farlo, debbono indebolire la tesi che sia identificabile una totalità ben definita di condizioni rispetto a ogni possibile evento o stato di cose. Le formulazioni più mature del PRS sembrano ispirarsi inoltre maggiormente a un modello di razionalità che si potrebbe definire "deliberativo", nella quale la sussistenza di alternative non componibili è presupposto per la scelta di una di esse e la razionalità della scelta non può essere fornita indipendentemente da questo presupposto.
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