Il saggio vuole evidenzia come il diritto, oggi, di fronte all’intrusione preponderante della vita nel proprio spazio – uno spazio tradizionalmente neutralizzato rispetto all’incidenza della differenza, della singolarità, in definitiva del vivente – è costretto a fare i conti con la sua istanza formalizzante. Questo si traduce, inevitabilmente, nella affermazione di dispositivi – anche di segno opposto, ma non reciprocamente escludenti – di disciplinamento e controllo; di forme di normalizzazione e al contempo di soggettivazioni ‘eccedenti’; di cristallizzazione e mutamento sociale, in cui da un lato si confermano i processi moderni di inclusione ed esclusione, dall’altro, i confini stessi dell’esclusione si mostrano sempre più labili e più mobili, ogni volta definiti e definibili. Dinamiche, dunque, articolate e flessibili che rendono tutta la complessità del giuridico nella società globalizzata. In altri termini, la radicalizzazione del nesso diritto-vita comporta conseguenze ambivalenti: la crisi delle categorie giuridico-politiche tradizionali e la loro resistenza ad ogni definitiva e conclusiva messa in mora; l’affermazione di dispositivi di controllo, spesso accompagnata da una recrudescenza del carattere sanzionatorio e punitivo del diritto e la sempre maggiore pervasività di forme di governance ‘attiva’, in cui il diritto si atteggia a strumento di mediazione di forme di intersoggettività plurali. Il saggio muove dalla riflessione foucaultiana sui dispositivi di potere e sul ruolo che il diritto svolge di volta in volta in relazione ad essi. Le tesi di Foucault da un lato trovano una decisa conferma, ma dall’altro, di fronte alla complessità delle relazioni politiche e giuridiche odierne, appaiono in parte ‘riduttive’: l’accentuazione della dimensione repressiva, disciplinare del diritto (il biopotere come assoggettamento della vita) non rende tutte le sfaccettature, tutte le declinazioni attraverso cui il diritto si manifesta. Pertanto si prova a porre ‘sotto pressione’ le categorie foucaultiane tentando, di conseguenza, un loro ripensamento e una loro ricontestualizzazione.

Il diritto tra disciplinamento e controllo

TUCCI, Antonio
2008-01-01

Abstract

Il saggio vuole evidenzia come il diritto, oggi, di fronte all’intrusione preponderante della vita nel proprio spazio – uno spazio tradizionalmente neutralizzato rispetto all’incidenza della differenza, della singolarità, in definitiva del vivente – è costretto a fare i conti con la sua istanza formalizzante. Questo si traduce, inevitabilmente, nella affermazione di dispositivi – anche di segno opposto, ma non reciprocamente escludenti – di disciplinamento e controllo; di forme di normalizzazione e al contempo di soggettivazioni ‘eccedenti’; di cristallizzazione e mutamento sociale, in cui da un lato si confermano i processi moderni di inclusione ed esclusione, dall’altro, i confini stessi dell’esclusione si mostrano sempre più labili e più mobili, ogni volta definiti e definibili. Dinamiche, dunque, articolate e flessibili che rendono tutta la complessità del giuridico nella società globalizzata. In altri termini, la radicalizzazione del nesso diritto-vita comporta conseguenze ambivalenti: la crisi delle categorie giuridico-politiche tradizionali e la loro resistenza ad ogni definitiva e conclusiva messa in mora; l’affermazione di dispositivi di controllo, spesso accompagnata da una recrudescenza del carattere sanzionatorio e punitivo del diritto e la sempre maggiore pervasività di forme di governance ‘attiva’, in cui il diritto si atteggia a strumento di mediazione di forme di intersoggettività plurali. Il saggio muove dalla riflessione foucaultiana sui dispositivi di potere e sul ruolo che il diritto svolge di volta in volta in relazione ad essi. Le tesi di Foucault da un lato trovano una decisa conferma, ma dall’altro, di fronte alla complessità delle relazioni politiche e giuridiche odierne, appaiono in parte ‘riduttive’: l’accentuazione della dimensione repressiva, disciplinare del diritto (il biopotere come assoggettamento della vita) non rende tutte le sfaccettature, tutte le declinazioni attraverso cui il diritto si manifesta. Pertanto si prova a porre ‘sotto pressione’ le categorie foucaultiane tentando, di conseguenza, un loro ripensamento e una loro ricontestualizzazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/1866026
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