Tra i molti lavori dell'autore dedicati alla letteratura italiana dell'emigrazione – apparsi in Italia e all'estero nell'ultimo quindicennio – questo si segnala in particolare, come è stato notato dalla critica, per aver accostato e incrociato «per la prima volta» le rappresentazioni letterarie di tre matrici diverse: quella prodotta in Italia a partire dall'ultimo ventennio dell'Ottocento ai giorni nostri; le curvature linguistiche e di immaginario che esse subiscono nei paesi di approdo della migrazione italiana di massa ed infine la nuova letteratura italofona prodotta nell'ultimo ventennio dagli immigrati nel nostro paese. La mappa delle percezioni e rappresentazioni letterarie legate alle migrazioni dell'Otto-Novecento attraversata con una metodologia pluridisciplinare e comparatistica offre una postazione interessante per analizzare quale percezione e rappresentazione di un fenomeno storico-sociale di così vaste dimensioni abbia avuto nella letteratura italiana dell'Otto-Novecento; nello stesso tempo questa letteratura, anche quella considerata minore e di scarso valore estetico, come il romanzo popolare, consente di leggere i processi che attraversano la società italiana dall'Unità ai giorni nostri. L'emigrazione ha svolto un ruolo significativo nella formazione dell'identità italiana post-unitaria e in questo processo la letteratura ha rappresentato un vettore non secondario, mentre la nuova letteratura dell'immigrazione pone il problema della rinegoziazione della stessa identità. La letteratura dell'emigrazione sperimenta tipologie linguistiche e letterarie alimentate da stratificazioni antropologìco-culturali e segnate da processi di contaminazione e ibridazione che attingono ad un vissuto dimidiato e plasmato dal viaggio, dall’erranza, dal dépaysement, dall’incontro/scontro tra culture e lingue diverse, da un universo variegato di emittenti; testi segnati dal “contagio culturale” e dal “doppio sguardo” propri delle scritture migranti. Il percorso comparatistico non riguarda solo le scritture prodotte dai protagonisti del viaggio migratorio, ma soprattutto dalla complessiva letteratura italiana dell'emigrazione, come essa ha percepito e rappresentato il grande esodo migratorio e quale immaginario ha messo in circolazione nella società e nella cultura italiana, da rapportare anche alla letteratura prodotta dagli emigrati italiani dì prima e seconda generazione nei paesi di approdo. Questo discorso comparatistico tra le scritture delle migrazioni e la tradizione letteraria italiana apre inevitabilmente un discorso sul canone della letteratura italiana moderna e contemporanea.

Letteratura delle migrazioni

MARTELLI, Sebastiano
2009

Abstract

Tra i molti lavori dell'autore dedicati alla letteratura italiana dell'emigrazione – apparsi in Italia e all'estero nell'ultimo quindicennio – questo si segnala in particolare, come è stato notato dalla critica, per aver accostato e incrociato «per la prima volta» le rappresentazioni letterarie di tre matrici diverse: quella prodotta in Italia a partire dall'ultimo ventennio dell'Ottocento ai giorni nostri; le curvature linguistiche e di immaginario che esse subiscono nei paesi di approdo della migrazione italiana di massa ed infine la nuova letteratura italofona prodotta nell'ultimo ventennio dagli immigrati nel nostro paese. La mappa delle percezioni e rappresentazioni letterarie legate alle migrazioni dell'Otto-Novecento attraversata con una metodologia pluridisciplinare e comparatistica offre una postazione interessante per analizzare quale percezione e rappresentazione di un fenomeno storico-sociale di così vaste dimensioni abbia avuto nella letteratura italiana dell'Otto-Novecento; nello stesso tempo questa letteratura, anche quella considerata minore e di scarso valore estetico, come il romanzo popolare, consente di leggere i processi che attraversano la società italiana dall'Unità ai giorni nostri. L'emigrazione ha svolto un ruolo significativo nella formazione dell'identità italiana post-unitaria e in questo processo la letteratura ha rappresentato un vettore non secondario, mentre la nuova letteratura dell'immigrazione pone il problema della rinegoziazione della stessa identità. La letteratura dell'emigrazione sperimenta tipologie linguistiche e letterarie alimentate da stratificazioni antropologìco-culturali e segnate da processi di contaminazione e ibridazione che attingono ad un vissuto dimidiato e plasmato dal viaggio, dall’erranza, dal dépaysement, dall’incontro/scontro tra culture e lingue diverse, da un universo variegato di emittenti; testi segnati dal “contagio culturale” e dal “doppio sguardo” propri delle scritture migranti. Il percorso comparatistico non riguarda solo le scritture prodotte dai protagonisti del viaggio migratorio, ma soprattutto dalla complessiva letteratura italiana dell'emigrazione, come essa ha percepito e rappresentato il grande esodo migratorio e quale immaginario ha messo in circolazione nella società e nella cultura italiana, da rapportare anche alla letteratura prodotta dagli emigrati italiani dì prima e seconda generazione nei paesi di approdo. Questo discorso comparatistico tra le scritture delle migrazioni e la tradizione letteraria italiana apre inevitabilmente un discorso sul canone della letteratura italiana moderna e contemporanea.
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