Tra il 2007 e il 2008 la cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Salerno ha condotto alcune indagini sulle strutture superstiti del castello di Nocera Inferiore. L’analisi ha riguardato in particolar modo la zona nord della fortificazione, dove sussistono le evidenze meglio conservate. Il castello, attestato nelle fonti a partire dalla fine del X secolo, era parte del sistema difensivo del limes bizantino-longobardo e controllava importanti vie di comunicazione ereditate dal sistema viario romano come la via consolare Capua-Reggio e lo snodo tra le strade che collegavano Salerno con la regione costiera del ducato bizantino di Napoli. La collina del Parco offriva, infatti, ai suoi difensori ampiavisibilità verso ovest, la pianura vesuviana, ed era in contatto visivo col castello di Lettere e più a nord con la fortificazione di Sarno. Nella parte orientale guardava S. Maria a Castello apprestamento dell’apusmontem fin dal IX secolo, oggi nel territorio di Lanzara. A sud il fortilizio controllava la pianura e la valle di Cava fino all’altura su cui nell’XI secolo sarebbe stata edificata la rocca di S. Adiutore. Ad integrare una tale rete strategica nella prima metà dell’XI secolo si aggiunsero il castello di Roccapiemonte (rocca di S. Quirico) e il recinto di Castel S. Giorgio. Definito castello "longobardo" la struttura mostra oggi una veste angioino-aragonese all'interno della quale sono ancora distinguibili fasi normanno-sveve. L'unico elemento sopravvisuuto dell'alto medioevo è quanto resta di un 'abside di un chiesa inglobata in una torre normanna e dell'affresco al suo interno databile al X secolo, al di sopra del quale ne fu realizzato un secondo che trova stringenti analogie con l'affresco raffigurante l'ultima cena all'interno della chiesa di Sant'Angelo in Formis.

Dinamiche insediative nell'area di Nuceria tra Tardo Antico ed Alto Medioevo. Prime considerazioni sul ruolo del castello. Introduzione; la superstite chiesa del castrum

COROLLA, ANGELA;FIORILLO, ROSA;SANTANGELO, GIANLUCA
2009

Abstract

Tra il 2007 e il 2008 la cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Salerno ha condotto alcune indagini sulle strutture superstiti del castello di Nocera Inferiore. L’analisi ha riguardato in particolar modo la zona nord della fortificazione, dove sussistono le evidenze meglio conservate. Il castello, attestato nelle fonti a partire dalla fine del X secolo, era parte del sistema difensivo del limes bizantino-longobardo e controllava importanti vie di comunicazione ereditate dal sistema viario romano come la via consolare Capua-Reggio e lo snodo tra le strade che collegavano Salerno con la regione costiera del ducato bizantino di Napoli. La collina del Parco offriva, infatti, ai suoi difensori ampiavisibilità verso ovest, la pianura vesuviana, ed era in contatto visivo col castello di Lettere e più a nord con la fortificazione di Sarno. Nella parte orientale guardava S. Maria a Castello apprestamento dell’apusmontem fin dal IX secolo, oggi nel territorio di Lanzara. A sud il fortilizio controllava la pianura e la valle di Cava fino all’altura su cui nell’XI secolo sarebbe stata edificata la rocca di S. Adiutore. Ad integrare una tale rete strategica nella prima metà dell’XI secolo si aggiunsero il castello di Roccapiemonte (rocca di S. Quirico) e il recinto di Castel S. Giorgio. Definito castello "longobardo" la struttura mostra oggi una veste angioino-aragonese all'interno della quale sono ancora distinguibili fasi normanno-sveve. L'unico elemento sopravvisuuto dell'alto medioevo è quanto resta di un 'abside di un chiesa inglobata in una torre normanna e dell'affresco al suo interno databile al X secolo, al di sopra del quale ne fu realizzato un secondo che trova stringenti analogie con l'affresco raffigurante l'ultima cena all'interno della chiesa di Sant'Angelo in Formis.
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