Tra gli emblemi sugli scudi dagli assalitori di Tebe, il primo, quello di Tideo, appare meno minaccioso e comprensibile degli altri: sull'arma è infatti raffigurata una luna piena che domina un cielo notturno. Soltanto la successiva interpretazione che dell'immagine dà Eteocle - lettura che appare forzare quanto raccontato al sovrano dall'esploratore tebano - rivela il pericolo nascosto nel simbolo: il figlio di Edipo, ignorando la parte luminosa (la luna piena e le stelle) dello stemma, vede nello scudo di Tideo esclusivamente l'elemento nero, la notte, prefigurazione della morte che il nemico vuol portare ai Tebani. Un contributo alla comprensione dell'interpretazione che Eteocle dà dell'emblema di Tideo si ottiene dal raffronto con Aesch. Pers. 428 ed Eur. Phoe. 543, dove si ritrovano rispettivamente le espressioni κελαινὸν νυκτὸς ὄμμα e νυκτός ἀφεγγὲς βλέφαρον. Tali espressioni, pur richiamando νυκτὸς ὀφθαλμός di Sept. 390, con cui viene designata la luna piena, sono perifrasi che indicano la sola notte con la sua oscurità: ed è proprio l'oscurità della notte il solo dato cromatico che nei Sette Eteocle vuole leggere nello scudo del nemico. È opportuno infine domandarsi quale sia il significato della luna piena, il vero simbolo di Tideo ignorato da Eteocle: è forse ipotizzabile un'allusione alla macchia bianca a forma di luna che compare come segno distintivo sulla giovenca che il dio delfico ha assegnato come guida a Cadmo per raggiungere il luogo dove fondare Tebe. Se così fosse, Tideo, nel momento di massimo pericolo per la città tebana, mostrerebbe sul suo scudo un velato riferimento al mito fondativo di quella stessa polis che egli vuole ora abbattere.

Due scudi neri come la notte. Il giuramento degli Argivi e lo scudo di Tideo nei Sette contro Tebe di Eschilo

AMENDOLA, Stefano
2008

Abstract

Tra gli emblemi sugli scudi dagli assalitori di Tebe, il primo, quello di Tideo, appare meno minaccioso e comprensibile degli altri: sull'arma è infatti raffigurata una luna piena che domina un cielo notturno. Soltanto la successiva interpretazione che dell'immagine dà Eteocle - lettura che appare forzare quanto raccontato al sovrano dall'esploratore tebano - rivela il pericolo nascosto nel simbolo: il figlio di Edipo, ignorando la parte luminosa (la luna piena e le stelle) dello stemma, vede nello scudo di Tideo esclusivamente l'elemento nero, la notte, prefigurazione della morte che il nemico vuol portare ai Tebani. Un contributo alla comprensione dell'interpretazione che Eteocle dà dell'emblema di Tideo si ottiene dal raffronto con Aesch. Pers. 428 ed Eur. Phoe. 543, dove si ritrovano rispettivamente le espressioni κελαινὸν νυκτὸς ὄμμα e νυκτός ἀφεγγὲς βλέφαρον. Tali espressioni, pur richiamando νυκτὸς ὀφθαλμός di Sept. 390, con cui viene designata la luna piena, sono perifrasi che indicano la sola notte con la sua oscurità: ed è proprio l'oscurità della notte il solo dato cromatico che nei Sette Eteocle vuole leggere nello scudo del nemico. È opportuno infine domandarsi quale sia il significato della luna piena, il vero simbolo di Tideo ignorato da Eteocle: è forse ipotizzabile un'allusione alla macchia bianca a forma di luna che compare come segno distintivo sulla giovenca che il dio delfico ha assegnato come guida a Cadmo per raggiungere il luogo dove fondare Tebe. Se così fosse, Tideo, nel momento di massimo pericolo per la città tebana, mostrerebbe sul suo scudo un velato riferimento al mito fondativo di quella stessa polis che egli vuole ora abbattere.
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