Le attuali condizioni di mercato, unitamente alla necessità di rivitalizzare le relazioni di clientela di rispettare i vincoli di redditività, hanno imposto l’adozione di politiche di gestione sempre più efficienti. Il framework delle disposizioni di vigilanza previste da Basilea 2 hanno spinto in questa direzione perché rappresentano un corpus normativo ampio ed articolato con un significativo impatto sull’organizzazione e sulla governance delle banche. A questo si aggiungono gli interventi significativi sugli assetti interni delle banche e sui sistemi di controllo, al fine di renderli sempre più adeguati al perseguimento della sana e prudente gestione. Ecco perché nell’ambito del Secondo Pilastro, rischi e controlli devono uscire dalla fase di sperimentazione per essere completamente assorbiti da un sistema di governance integrato. Gli attuali presidi di vigilanza non implicano soltanto la costruzione di rapporti di carattere quantitativo tra patrimonio e attività della banca, ma prevedono l’adozione di una logica di controllo continuo sui rischi, dal momento della loro assunzione, alla misurazione degli effetti, alla valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei presidi stessi a loro copertura e soprattutto all’individuazione di eventuali meccanismi/scelte correttive. Con il presente contributo non solo si è voluto fornire una riflessione in materia di rischi di gestione secondo le tipologie e gli ambiti definitori di Basilea 2, ma si è dato anche testimonianza della struttura della banche locali, in cui l’applicazione dei sistemi di controllo, è spesso concentrata in capo ad un numero ridotto di unità di personale, se non ad una sola risorsa.

Il controllo dei rischi nelle politiche di gestione delle banche locali

CERRONE, Rosaria;DI TOMMASI, Emilio
2009

Abstract

Le attuali condizioni di mercato, unitamente alla necessità di rivitalizzare le relazioni di clientela di rispettare i vincoli di redditività, hanno imposto l’adozione di politiche di gestione sempre più efficienti. Il framework delle disposizioni di vigilanza previste da Basilea 2 hanno spinto in questa direzione perché rappresentano un corpus normativo ampio ed articolato con un significativo impatto sull’organizzazione e sulla governance delle banche. A questo si aggiungono gli interventi significativi sugli assetti interni delle banche e sui sistemi di controllo, al fine di renderli sempre più adeguati al perseguimento della sana e prudente gestione. Ecco perché nell’ambito del Secondo Pilastro, rischi e controlli devono uscire dalla fase di sperimentazione per essere completamente assorbiti da un sistema di governance integrato. Gli attuali presidi di vigilanza non implicano soltanto la costruzione di rapporti di carattere quantitativo tra patrimonio e attività della banca, ma prevedono l’adozione di una logica di controllo continuo sui rischi, dal momento della loro assunzione, alla misurazione degli effetti, alla valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei presidi stessi a loro copertura e soprattutto all’individuazione di eventuali meccanismi/scelte correttive. Con il presente contributo non solo si è voluto fornire una riflessione in materia di rischi di gestione secondo le tipologie e gli ambiti definitori di Basilea 2, ma si è dato anche testimonianza della struttura della banche locali, in cui l’applicazione dei sistemi di controllo, è spesso concentrata in capo ad un numero ridotto di unità di personale, se non ad una sola risorsa.
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