Ipotizzando la realizzazione dolosa della condotta nel Novokain Fall, vengono riproposti i temi fondamentali della metodologia della scienza penalistica del XX secolo, concentrandoli nel formalismo di derivazione positivistica e nella teorizzazione di derivazione neokantiana di una elaborazione teleologicamente orientata dei concetti giuridici. La prospettiva, tuttavia, è definita da coordinate rigorosamente epistemologiche, rappresentate nella alternativa tra scienza e scientismo: la scienza giuridica diventa, allora, piena realizzazione della unità sistematica del concetto di scienza elaborato da Kant, mentre allo scientismo, che “applica il concetto superiore di scienza all’ontico” (Welzel) sembrano riconducibili le elaborazioni dei giuristi di ispirazione neokantina. Il dubbio, invece, è insinuato dalle posizioni di Hannah Arendt che proprio nel “disinteresse per il miracolo dell’essere” tipico delle ideologie ha indicato le origini dei regimi totalitari. In tale contesto si definiscono le soluzioni possibili per il Novokain Fall riproposto all’inizio nella variante della realizzazione dolosa della condotta. L’ipotesi di una condanna per tentativo di omicidio a fronte del cadavere della vittima appare del tutto coerente con una fondamentale opzione scientista; essa, però, deriva dalla elaborazione della causalità proposta da Roxin che, rifacendosi ai giuristi di ispirazione neokantiana, propone un metodo che appare una coerente applicazione alla scienza giuridica dei criteri del fallibilismo proposti dalla epistemologia popperiana.

Il diritto penale tra scienza e scientismo: a proposito di un noto caso di scuola. Una nota (e un dubbio) sul metodo della scienza del diritto penale

SCHIAFFO, Francesco
2006

Abstract

Ipotizzando la realizzazione dolosa della condotta nel Novokain Fall, vengono riproposti i temi fondamentali della metodologia della scienza penalistica del XX secolo, concentrandoli nel formalismo di derivazione positivistica e nella teorizzazione di derivazione neokantiana di una elaborazione teleologicamente orientata dei concetti giuridici. La prospettiva, tuttavia, è definita da coordinate rigorosamente epistemologiche, rappresentate nella alternativa tra scienza e scientismo: la scienza giuridica diventa, allora, piena realizzazione della unità sistematica del concetto di scienza elaborato da Kant, mentre allo scientismo, che “applica il concetto superiore di scienza all’ontico” (Welzel) sembrano riconducibili le elaborazioni dei giuristi di ispirazione neokantina. Il dubbio, invece, è insinuato dalle posizioni di Hannah Arendt che proprio nel “disinteresse per il miracolo dell’essere” tipico delle ideologie ha indicato le origini dei regimi totalitari. In tale contesto si definiscono le soluzioni possibili per il Novokain Fall riproposto all’inizio nella variante della realizzazione dolosa della condotta. L’ipotesi di una condanna per tentativo di omicidio a fronte del cadavere della vittima appare del tutto coerente con una fondamentale opzione scientista; essa, però, deriva dalla elaborazione della causalità proposta da Roxin che, rifacendosi ai giuristi di ispirazione neokantiana, propone un metodo che appare una coerente applicazione alla scienza giuridica dei criteri del fallibilismo proposti dalla epistemologia popperiana.
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