La ricerca, realizzata nell’ambito del PRIN 2006-2008 “Governo della sostenibilità e politiche per il risanamento ed il riuso delle aree inquinate nelle province di Salerno e Benevento” coordinato a livello locale da Mariagiovanna Riitano (responsabile scientifico dell’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Salerno) ed a livello nazionale da Tullio D’Aponte dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (titolo generale del Progetto “Metodi, processi e politiche integrate per il governo della sostenibilità”), è stata finalizzata alla conoscenza delle località adibite a discariche di rifiuti solidi urbani dismesse dei comuni costieri del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, considerati, per la grande affluenza estiva, una vera e propria città stagionale. Inizialmente è stata messa a punto una metodologia incentrata sull’analisi dei diversi contesti territoriali in cui le discariche sono inserite, al fine di individuare i principali fattori di degrado connessi con la presenza degli invasi e di conseguenza le priorità d’intervento. La metodologia utilizzata ha previsto le seguenti fasi: scelta dei fattori significativi di degrado in campo, valutazione dei fattori, zonizzazione e individuazione del peso dei fattori. I fattori presi in considerazione sono di due tipi: fattori strutturali (struttura fisica dei luoghi e opere umane) e fattori relativi alle caratteristiche proprie degli invasi ed al conseguente impatto paesaggistico. Per la valutazione dei fattori si è stabilito di assegnare un punteggio in ragione della diversa presenza di ciascuno di essi nelle aree prese in esame, procedendo ad una zonizzazione delle stesse. Si è passati, successivamente, alla fase di analisi territoriale. Sono stati effettuati sopralluoghi al fine di rilevare le coordinate geografiche delle discariche tramite GPS, di procedere a verifiche sul campo e di realizzare una vera e propria campagna fotografica. Utilizzando tecnologie GIS, si sono posizionate le discariche sulle ortofoto al 5.000, sovrapponendo ad esse la carta tecnica regionale, la carta geologica, la carta delle frane, la carta delle compatibilità ambientali. Per ogni singola discarica è stata compilata, quindi, una scheda di rilevamento in cui ad ogni fattore è stato attribuito un punteggio. Il complesso dei punteggi con il relativo peso per le zone prese in considerazione è stato riportato in due matrici, utilizzate per la costruzione di una cartografia tematica relativa alla distribuzione dei siti delle discariche ed ai livelli di degrado, da cui si evincono utili indicazioni relative alle priorità di intervento. Si è passati, infine, all’esame delle discariche dismesse evidenziando le caratteristiche specifiche di ognuna, la natura dei siti, il danno ecologico per la presenza a breve distanza di acque potenzialmente inquinabili, di colture, di insediamenti sparsi. La ricerca si conclude con un breve esame di alcuni progetti ed interventi di ripristino ambientale e di riqualificazione e riuso delle aree inquinate, messi a punto e realizzati in altri contesti italiani ed europei.

Le discariche dismesse della città stagionale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Fattori di degrado e priorità degli interventi per il recupero ambientale.

RIITANO, Mariagiovanna
2009

Abstract

La ricerca, realizzata nell’ambito del PRIN 2006-2008 “Governo della sostenibilità e politiche per il risanamento ed il riuso delle aree inquinate nelle province di Salerno e Benevento” coordinato a livello locale da Mariagiovanna Riitano (responsabile scientifico dell’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Salerno) ed a livello nazionale da Tullio D’Aponte dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (titolo generale del Progetto “Metodi, processi e politiche integrate per il governo della sostenibilità”), è stata finalizzata alla conoscenza delle località adibite a discariche di rifiuti solidi urbani dismesse dei comuni costieri del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, considerati, per la grande affluenza estiva, una vera e propria città stagionale. Inizialmente è stata messa a punto una metodologia incentrata sull’analisi dei diversi contesti territoriali in cui le discariche sono inserite, al fine di individuare i principali fattori di degrado connessi con la presenza degli invasi e di conseguenza le priorità d’intervento. La metodologia utilizzata ha previsto le seguenti fasi: scelta dei fattori significativi di degrado in campo, valutazione dei fattori, zonizzazione e individuazione del peso dei fattori. I fattori presi in considerazione sono di due tipi: fattori strutturali (struttura fisica dei luoghi e opere umane) e fattori relativi alle caratteristiche proprie degli invasi ed al conseguente impatto paesaggistico. Per la valutazione dei fattori si è stabilito di assegnare un punteggio in ragione della diversa presenza di ciascuno di essi nelle aree prese in esame, procedendo ad una zonizzazione delle stesse. Si è passati, successivamente, alla fase di analisi territoriale. Sono stati effettuati sopralluoghi al fine di rilevare le coordinate geografiche delle discariche tramite GPS, di procedere a verifiche sul campo e di realizzare una vera e propria campagna fotografica. Utilizzando tecnologie GIS, si sono posizionate le discariche sulle ortofoto al 5.000, sovrapponendo ad esse la carta tecnica regionale, la carta geologica, la carta delle frane, la carta delle compatibilità ambientali. Per ogni singola discarica è stata compilata, quindi, una scheda di rilevamento in cui ad ogni fattore è stato attribuito un punteggio. Il complesso dei punteggi con il relativo peso per le zone prese in considerazione è stato riportato in due matrici, utilizzate per la costruzione di una cartografia tematica relativa alla distribuzione dei siti delle discariche ed ai livelli di degrado, da cui si evincono utili indicazioni relative alle priorità di intervento. Si è passati, infine, all’esame delle discariche dismesse evidenziando le caratteristiche specifiche di ognuna, la natura dei siti, il danno ecologico per la presenza a breve distanza di acque potenzialmente inquinabili, di colture, di insediamenti sparsi. La ricerca si conclude con un breve esame di alcuni progetti ed interventi di ripristino ambientale e di riqualificazione e riuso delle aree inquinate, messi a punto e realizzati in altri contesti italiani ed europei.
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