Si pensa generalmente che la comunione ereditaria non promuova nei contitolari del diritto la fiducia necessaria per travolgere le inerzie operative endemiche nello stato dei beni non ancora divisi, e possa al contrario dare adito a incomprensioni e litigi. La sua temperie porterebbe, se non proprio a una paralisi, quanto meno a una prassi di gestione non fluida, e di conseguenza verrebbe frenata la potenziale progressività del patrimonio comune, non senza remore per la libera circolazione dei beni. Tale diffuso concetto un po' spiega il cigolìo del testo legislativo quanto al perdurare dello stato di indivisione dei beni. La disciplina positiva della comunione e del suo scioglimento, infatti, pende con evidenza verso il favor divisionis; e altrettanto chiaro risulta che, a differenza delle fattispecie volontarie, la comunione ereditaria porta sempre con sé il germe della precarietà. Di fatto essa marca la transizione verso l'assegnazione separata dei beni caduti in successione; e la sua configurazione è definibile come stato intermedio tra due momenti di gestione unitaria esclusiva.

Commento agli articoli 714-736 c.c.

AVERSANO, Gabriele
2010

Abstract

Si pensa generalmente che la comunione ereditaria non promuova nei contitolari del diritto la fiducia necessaria per travolgere le inerzie operative endemiche nello stato dei beni non ancora divisi, e possa al contrario dare adito a incomprensioni e litigi. La sua temperie porterebbe, se non proprio a una paralisi, quanto meno a una prassi di gestione non fluida, e di conseguenza verrebbe frenata la potenziale progressività del patrimonio comune, non senza remore per la libera circolazione dei beni. Tale diffuso concetto un po' spiega il cigolìo del testo legislativo quanto al perdurare dello stato di indivisione dei beni. La disciplina positiva della comunione e del suo scioglimento, infatti, pende con evidenza verso il favor divisionis; e altrettanto chiaro risulta che, a differenza delle fattispecie volontarie, la comunione ereditaria porta sempre con sé il germe della precarietà. Di fatto essa marca la transizione verso l'assegnazione separata dei beni caduti in successione; e la sua configurazione è definibile come stato intermedio tra due momenti di gestione unitaria esclusiva.
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