La carenza di riferimenti a standards ministeriali di tipo descrittivo rende ancora oggi la norma dell’accertamento dell’interesse archeologico monca, lasciando l’adozione di linee guida all’esperienza dei responsabili periferici del Ministero e dei ricercatori coinvolti. E’ all’interno di questo quadro di riferimento che fin dal 2005, anno della emanazione della legge 109 (L. 109 del 25.06.2005), all’interno del Laboratorio di Archeologia “M. Napoli”, si cercato di impostare una riflessione atta a mettere a punto una serie di procedure di intervento tesa a rispondere ai criteri generali fissati dalla legge e, al contempo, a normare parametri interni sufficientemente univoci per poter determinare il potenziale archeologico nei contesti interessati dalla realizzazione di opere pubbliche e private. A tale scopo, è stato realizzato un Sistema di Gestione Qualità per la programmazione e realizzazione di indagini sul campo (certificazione UNI EN ISO 9001-00 n. 297/A del 2005) in grado di fornire ai gruppi di lavoro impegnati in indagini di archeologia preventiva standards procedurali finalizzati sia ad ottimizzare tempi e risorse umane, sia a definire criteri omogenei e coerenti di descrizione e rappresentazione dei dati sia, infine, a garantire al committente elementi chiari per la rintracciabilità delle operazioni e delle responsabilità . L’obiettivo ultimo è che standards procedurali, sempre calibrati sul “contesto”, inteso nella sua più ampia accezione terminologica e culturale, applicati a tutte le fasi previste dalle normative di legge, possano concretamente indirizzare verso un’archeologia preventiva in quanto analisi “contestuale” di un articolato “potenziale archeologico” piuttosto che a un’archeologia “emergenziale”, sebbene quest’ultima condotta con rigorosi criteri scientifici e con ottimi risultati in termini di tutela del bene archeologico. L’impianto di regole, metodi e strategie così fissati nel Sistema ha consentito di far fronte alla complessità e all’urgenza di un’opera pubblica quale il termovalorizzatore di Salerno, pianificato per di più in un’area fortemente indiziata da dinamiche di popolamento antico.

Area del Termovalorizzatore di Salerno: le indagini di archeologia preventiva e i risultati dello scavo archeologico

CERCHIAI, Luca;ROSSI, Amedeo;SANTORIELLO, Alfonso
2009

Abstract

La carenza di riferimenti a standards ministeriali di tipo descrittivo rende ancora oggi la norma dell’accertamento dell’interesse archeologico monca, lasciando l’adozione di linee guida all’esperienza dei responsabili periferici del Ministero e dei ricercatori coinvolti. E’ all’interno di questo quadro di riferimento che fin dal 2005, anno della emanazione della legge 109 (L. 109 del 25.06.2005), all’interno del Laboratorio di Archeologia “M. Napoli”, si cercato di impostare una riflessione atta a mettere a punto una serie di procedure di intervento tesa a rispondere ai criteri generali fissati dalla legge e, al contempo, a normare parametri interni sufficientemente univoci per poter determinare il potenziale archeologico nei contesti interessati dalla realizzazione di opere pubbliche e private. A tale scopo, è stato realizzato un Sistema di Gestione Qualità per la programmazione e realizzazione di indagini sul campo (certificazione UNI EN ISO 9001-00 n. 297/A del 2005) in grado di fornire ai gruppi di lavoro impegnati in indagini di archeologia preventiva standards procedurali finalizzati sia ad ottimizzare tempi e risorse umane, sia a definire criteri omogenei e coerenti di descrizione e rappresentazione dei dati sia, infine, a garantire al committente elementi chiari per la rintracciabilità delle operazioni e delle responsabilità . L’obiettivo ultimo è che standards procedurali, sempre calibrati sul “contesto”, inteso nella sua più ampia accezione terminologica e culturale, applicati a tutte le fasi previste dalle normative di legge, possano concretamente indirizzare verso un’archeologia preventiva in quanto analisi “contestuale” di un articolato “potenziale archeologico” piuttosto che a un’archeologia “emergenziale”, sebbene quest’ultima condotta con rigorosi criteri scientifici e con ottimi risultati in termini di tutela del bene archeologico. L’impianto di regole, metodi e strategie così fissati nel Sistema ha consentito di far fronte alla complessità e all’urgenza di un’opera pubblica quale il termovalorizzatore di Salerno, pianificato per di più in un’area fortemente indiziata da dinamiche di popolamento antico.
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