L’attenzione rivolta allo studio del territorio, ed alle relative dinamiche evolutive, assume significati ed importanza crescente in funzione dello sviluppo competitivo odierno, percepibile finanche come competizione tra aree territoriali. La competitività, in altre parole, travalica spesso i confini dell’impresa - sempre più sfumati e difficilmente identificabili in maniera netta - per coinvolgere intere aree geografiche, in cui operano molteplici attori che divengono, dunque, protagonisti e fautori del benessere locale. In altre parole, la competizione globale sembra spingere, paradossalmente, verso una dimensione territoriale, o locale, in cui gli operatori del territorio dovrebbero essere propensi ad una valorizzazione sinergica ed intelligente delle risorse. La possibile collocazione dei prodotti e servizi su scala mondiale, infatti, non affievolisce il radicamento territoriale dei propri fattori competitivi. Ciò, invero, assume rilevanza soprattutto in quei territori ove si rileva percepibile una dinamica unitaria, un comportamento interrelato tra gli attori, uno sviluppo coeso che trasforma le singole entità locali in sub-componenti di un meta-soggetto, il territorio, capace di evolvere verso sistemi di maggior benessere e soddisfazione. Il percorso di nobilitazione del territorio - che da area geografica diviene soggetto aggregante - passa attraverso la condivisione delle risorse in esso presenti, valorizzate con l’uso intelligente delle diverse prospettive di osservazione (di natura sociale, economica, ambientale, etc.), nonché perseguendo una politica di sviluppo capace di sposarne le differenti aspirazioni. Solo così, infatti, il territorio può proiettare all’esterno un’immagine unitaria, positiva, capace di palesare attrattività ed interesse ad investimenti, flussi turistici, business, etc. Con questo spirito, e sulla base di queste premesse, nel presente capitolo si affronta il tema delle risorse e dell’identità locale ai fini dello sviluppo e delle prosperità delle aree territoriali. Nel contributo di Mariapia Masia, ad esempio, si affronta il tema della valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali in un’ottica di sviluppo sostenibile, garante delle istanze ambientali e degli interessi delle generazioni future. Il contributo di Carmela Pugliese, invece, sottolinea come l’artigianato e le risorse culturali del territorio sovente appaiono discriminanti l’emersione di uno spirito e di un’identità comune, correlata al territorio e strumentale alla proiezione all’esterno di una immagine positiva. La storia, la cultura, le produzioni artigianali tipiche, in tal senso, svolgono un ruolo catalizzatore, aggregante, capace di far emergere senso di appartenenza, spirito di coesione, valori comuni. Attorno a questi elementi può sorgere una forte identità locale, importante pilastro della costruzione e della difesa di posizioni di vantaggio competitivo di specifiche aree territoriali. Le produzioni tipiche, inoltre, costituiscono un elemento fondamentale attorno al quale rafforzare l’attività imprenditoriale del territorio. Partendo dalla relativa strategicità nello sviluppo delle aree territoriali, Giovanna Salzano delinea i profili strategici e manageriali delle imprese di produzione di prodotti tipici, al fine di trarre spunti di rafforzamento competitivo del territorio. Le traiettorie evolutive delle aree territoriali, ad ogni modo, dimostrano che il ruolo dei soggetti attivi presenti sul territorio assurge ad elemento portante dello sviluppo di un territorio. Come immaginare la concezione di una politica di internazionalizzazione, un’azione di branding territoriale, la creazione di un network associativo tra imprese omologhe e non, senza una decisa azione dei protagonisti del territorio? In questa prospettiva, il territorio dovrebbe essere inteso quale luogo nell’ambito del quale progettare e svolgere azioni di promozione e valorizzazione. Tuttavia, non si devono interpretare tali azioni esclusivamente tra le attività di marketing territoriale. Con questa locuzione, invero, un filone di studi e ricerca, che si va sempre più accreditando negli studi delle scienze economiche, intende concepire e proporre, come è noto, non solo la ricerca di una proficua relazione tra offerta e domanda di un’area territoriale, quanto il perseguimento di un atteggiamento culturale e la propensione alla valorizzazione del territorio inteso quale sistema e concepito in ottica di insieme. Occorre, dunque, definire strategie di sviluppo delle infrastrutture, di benessere socio-economico, di rafforzamento delle relazioni interimpresa, etc., slegate dalla ricerca di un “cliente” e destinate alla ricerca di un incremento di performance del territorio inteso nella sua globalità. A questa tipologia di azioni si dovrebbero dedicare i protagonisti del territorio - da me analizzati nel contributo di seguito riportato - per costituire l’elemento trainante dello sviluppo territoriale, piuttosto che una pesante zavorra nel decollo dello stesso. D’altra parte, il territorio, per definizione, è in relazione con altri territori e con tanti interlocutori esterni. In tal senso si orienta, infine, l’interessante contributo di Maria Rosaria Carli, che evidenzia le sinergie attivabili tra i sistemi produttivi locali e le collettività di italiani all’estero.

Risorse e identità locale per la valorizzazione del territorio: un percorso difficile di integrazione sistemica e networking

POLESE, Francesco
2005

Abstract

L’attenzione rivolta allo studio del territorio, ed alle relative dinamiche evolutive, assume significati ed importanza crescente in funzione dello sviluppo competitivo odierno, percepibile finanche come competizione tra aree territoriali. La competitività, in altre parole, travalica spesso i confini dell’impresa - sempre più sfumati e difficilmente identificabili in maniera netta - per coinvolgere intere aree geografiche, in cui operano molteplici attori che divengono, dunque, protagonisti e fautori del benessere locale. In altre parole, la competizione globale sembra spingere, paradossalmente, verso una dimensione territoriale, o locale, in cui gli operatori del territorio dovrebbero essere propensi ad una valorizzazione sinergica ed intelligente delle risorse. La possibile collocazione dei prodotti e servizi su scala mondiale, infatti, non affievolisce il radicamento territoriale dei propri fattori competitivi. Ciò, invero, assume rilevanza soprattutto in quei territori ove si rileva percepibile una dinamica unitaria, un comportamento interrelato tra gli attori, uno sviluppo coeso che trasforma le singole entità locali in sub-componenti di un meta-soggetto, il territorio, capace di evolvere verso sistemi di maggior benessere e soddisfazione. Il percorso di nobilitazione del territorio - che da area geografica diviene soggetto aggregante - passa attraverso la condivisione delle risorse in esso presenti, valorizzate con l’uso intelligente delle diverse prospettive di osservazione (di natura sociale, economica, ambientale, etc.), nonché perseguendo una politica di sviluppo capace di sposarne le differenti aspirazioni. Solo così, infatti, il territorio può proiettare all’esterno un’immagine unitaria, positiva, capace di palesare attrattività ed interesse ad investimenti, flussi turistici, business, etc. Con questo spirito, e sulla base di queste premesse, nel presente capitolo si affronta il tema delle risorse e dell’identità locale ai fini dello sviluppo e delle prosperità delle aree territoriali. Nel contributo di Mariapia Masia, ad esempio, si affronta il tema della valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali in un’ottica di sviluppo sostenibile, garante delle istanze ambientali e degli interessi delle generazioni future. Il contributo di Carmela Pugliese, invece, sottolinea come l’artigianato e le risorse culturali del territorio sovente appaiono discriminanti l’emersione di uno spirito e di un’identità comune, correlata al territorio e strumentale alla proiezione all’esterno di una immagine positiva. La storia, la cultura, le produzioni artigianali tipiche, in tal senso, svolgono un ruolo catalizzatore, aggregante, capace di far emergere senso di appartenenza, spirito di coesione, valori comuni. Attorno a questi elementi può sorgere una forte identità locale, importante pilastro della costruzione e della difesa di posizioni di vantaggio competitivo di specifiche aree territoriali. Le produzioni tipiche, inoltre, costituiscono un elemento fondamentale attorno al quale rafforzare l’attività imprenditoriale del territorio. Partendo dalla relativa strategicità nello sviluppo delle aree territoriali, Giovanna Salzano delinea i profili strategici e manageriali delle imprese di produzione di prodotti tipici, al fine di trarre spunti di rafforzamento competitivo del territorio. Le traiettorie evolutive delle aree territoriali, ad ogni modo, dimostrano che il ruolo dei soggetti attivi presenti sul territorio assurge ad elemento portante dello sviluppo di un territorio. Come immaginare la concezione di una politica di internazionalizzazione, un’azione di branding territoriale, la creazione di un network associativo tra imprese omologhe e non, senza una decisa azione dei protagonisti del territorio? In questa prospettiva, il territorio dovrebbe essere inteso quale luogo nell’ambito del quale progettare e svolgere azioni di promozione e valorizzazione. Tuttavia, non si devono interpretare tali azioni esclusivamente tra le attività di marketing territoriale. Con questa locuzione, invero, un filone di studi e ricerca, che si va sempre più accreditando negli studi delle scienze economiche, intende concepire e proporre, come è noto, non solo la ricerca di una proficua relazione tra offerta e domanda di un’area territoriale, quanto il perseguimento di un atteggiamento culturale e la propensione alla valorizzazione del territorio inteso quale sistema e concepito in ottica di insieme. Occorre, dunque, definire strategie di sviluppo delle infrastrutture, di benessere socio-economico, di rafforzamento delle relazioni interimpresa, etc., slegate dalla ricerca di un “cliente” e destinate alla ricerca di un incremento di performance del territorio inteso nella sua globalità. A questa tipologia di azioni si dovrebbero dedicare i protagonisti del territorio - da me analizzati nel contributo di seguito riportato - per costituire l’elemento trainante dello sviluppo territoriale, piuttosto che una pesante zavorra nel decollo dello stesso. D’altra parte, il territorio, per definizione, è in relazione con altri territori e con tanti interlocutori esterni. In tal senso si orienta, infine, l’interessante contributo di Maria Rosaria Carli, che evidenzia le sinergie attivabili tra i sistemi produttivi locali e le collettività di italiani all’estero.
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