Il lavoro nasce da riflessioni che si sono consolidate attraverso studi e ricerche realizzate negli ultimi anni inerenti l’area geografica del cratere centro del sisma del 1980 che colpì la Campania e la Basilicata. Con questi lavori non si é voluto solo indagare sulla memoria storica di quel fenomeno, delle ferite ancora aperte nei non pochi casi, ma di ciò che rimane come segno di una cultura, di un luogo, di radici che affondano lontano nel tempo di una comunità che ha conservato per secoli saldo equilibrio e una propria identità. Quei “vecchi comuni” che ricostruiti a valle hanno perso buona parte della loro vita: “un bel corpo senz’anima”, in molti casi. La ricerca “Laviano Restituita”, oggetto del lavoro, si fonda sull’idea che sia ancora possibile la “restituzione di un’anima” alla popolazione di Laviano attraverso il recupero della memoria collettiva a partire dalla ricostruzione virtuale in 3D interattiva e del plastico architettonico del paese ad uno stato antecedente il sisma del 1980 e rafforzare in tal modo il senso di appartenenza territoriale. In tale direzione il rapporto tra memoria, identità e appartenenza è molto stretto poiché quest’ultima si sostanzia come elemento attivo di affermazione e di riconoscimento: l’appartenenza è un sentimento attivo di legame, che implica attaccamento emozionale, e quindi sviluppa una lealtà a un qualcosa cui si appartiene, il che produce integrazione oggettiva e soggettiva. Il progetto di ricerca “Laviano Restituita”, che vede il coinvolgimento di più ambiti disciplinari, si fonda sull’attuazione di un processo di partecipazione della comunità di Laviano che si configura come “buona pratica” nell’ambito tecnologico-culturale per il recupero della memoria collettiva attraverso la narrazione del ricordo, individuale o collettivo, della propria abitazione distrutta dal sisma andando ad attribuire alla memoria un ruolo fondamentale nel processo di riproduzione culturale e di sviluppo. In tal modo non solo si tenta di far superare lo “choc culturale” dovuto alla “sostituzione” del “vecchio paese” con una “new town” che niente ha a che fare con la comunità pre-sisma, ma si vuole porre il risultato della ricerca al servizio dello sviluppo della cultura in un duplice significato: - favorendo la ricerca, la conoscenza, il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione e fruibilità del patrimonio culturale e di memoria considerato come elemento di identificazione per la popolazione di Laviano ma anche come forza attrattiva per l’esterno e possibile occasione di sviluppo; - favorendo, come processo di sviluppo della cultura, l’appropriazione o la ri-appropriazione di questi beni e di queste realtà cariche di valori e di memorie, da parte della popolazione locale.

Memoria e traumi culturali: il terremoto del 1980 in un comune campano

MANGONE, Emiliana
2011

Abstract

Il lavoro nasce da riflessioni che si sono consolidate attraverso studi e ricerche realizzate negli ultimi anni inerenti l’area geografica del cratere centro del sisma del 1980 che colpì la Campania e la Basilicata. Con questi lavori non si é voluto solo indagare sulla memoria storica di quel fenomeno, delle ferite ancora aperte nei non pochi casi, ma di ciò che rimane come segno di una cultura, di un luogo, di radici che affondano lontano nel tempo di una comunità che ha conservato per secoli saldo equilibrio e una propria identità. Quei “vecchi comuni” che ricostruiti a valle hanno perso buona parte della loro vita: “un bel corpo senz’anima”, in molti casi. La ricerca “Laviano Restituita”, oggetto del lavoro, si fonda sull’idea che sia ancora possibile la “restituzione di un’anima” alla popolazione di Laviano attraverso il recupero della memoria collettiva a partire dalla ricostruzione virtuale in 3D interattiva e del plastico architettonico del paese ad uno stato antecedente il sisma del 1980 e rafforzare in tal modo il senso di appartenenza territoriale. In tale direzione il rapporto tra memoria, identità e appartenenza è molto stretto poiché quest’ultima si sostanzia come elemento attivo di affermazione e di riconoscimento: l’appartenenza è un sentimento attivo di legame, che implica attaccamento emozionale, e quindi sviluppa una lealtà a un qualcosa cui si appartiene, il che produce integrazione oggettiva e soggettiva. Il progetto di ricerca “Laviano Restituita”, che vede il coinvolgimento di più ambiti disciplinari, si fonda sull’attuazione di un processo di partecipazione della comunità di Laviano che si configura come “buona pratica” nell’ambito tecnologico-culturale per il recupero della memoria collettiva attraverso la narrazione del ricordo, individuale o collettivo, della propria abitazione distrutta dal sisma andando ad attribuire alla memoria un ruolo fondamentale nel processo di riproduzione culturale e di sviluppo. In tal modo non solo si tenta di far superare lo “choc culturale” dovuto alla “sostituzione” del “vecchio paese” con una “new town” che niente ha a che fare con la comunità pre-sisma, ma si vuole porre il risultato della ricerca al servizio dello sviluppo della cultura in un duplice significato: - favorendo la ricerca, la conoscenza, il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione e fruibilità del patrimonio culturale e di memoria considerato come elemento di identificazione per la popolazione di Laviano ma anche come forza attrattiva per l’esterno e possibile occasione di sviluppo; - favorendo, come processo di sviluppo della cultura, l’appropriazione o la ri-appropriazione di questi beni e di queste realtà cariche di valori e di memorie, da parte della popolazione locale.
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