All'inizio del '900 a Salerno si animò un fervente dibattito attorno alla proposta di spostare la linea di costa della città, allo scopo di ricavare nuovi suoli edificabili per far fronte alla rapida crescita demografica della popolazione e di risolvere, al contempo, l'annoso problema della difesa delle vie costiere dalle frequenti mareggiate. Si susseguirono, quindi, diversi progetti, fino a quando, nel novembre del 1912, il Consiglio Comunale approvò il Piano dell'ingegnere Franklin Colamonico che prevedeva di realizzare una colmata a mare su un'ampia zona del litorale, tale da consentire, attraverso la permuta degli arenili demaniali con alcuni suoli comunali nella zona del porto, di ricavare una fila di lotti edificabili sul lungomare e di contemplare l'ampliamento della Villa Comunale. All’indomani del primo conflitto mondiale, che aveva interrotto ogni iniziativa, saranno quindi realizzati, in un arco temporale che giunge fino alla fine degli anni Trenta, oltre alle principali sedi istituzionali, alle quali appositamente furono destinati alcuni lotti (il Palazzo di Città, la Casa Littoria, la Camera di Commercio, il Palazzo delle Poste), i più pregevoli fabbricati residenziali per i ceti della ricca borghesia cittadina. La scelta delle modalità costruttive nelle fasi di progetto e di esecuzione delle opere rappresenta uno degli aspetti più interessanti di questa intensa attività edificatoria, in quanto consente di ricostruire il complesso passaggio dall’edilizia tradizionale in muratura alle moderne strutture intelaiate in calcestruzzo cementizio armato.

Sviluppo edilizio ed evoluzione tecnologica nella Salerno tra le due guerre: la costruzione del nuovo Lungomare Trieste

RIBERA, Federica;MICCIO, Gennaro;DEL REGNO, ROSSELLA
2012

Abstract

All'inizio del '900 a Salerno si animò un fervente dibattito attorno alla proposta di spostare la linea di costa della città, allo scopo di ricavare nuovi suoli edificabili per far fronte alla rapida crescita demografica della popolazione e di risolvere, al contempo, l'annoso problema della difesa delle vie costiere dalle frequenti mareggiate. Si susseguirono, quindi, diversi progetti, fino a quando, nel novembre del 1912, il Consiglio Comunale approvò il Piano dell'ingegnere Franklin Colamonico che prevedeva di realizzare una colmata a mare su un'ampia zona del litorale, tale da consentire, attraverso la permuta degli arenili demaniali con alcuni suoli comunali nella zona del porto, di ricavare una fila di lotti edificabili sul lungomare e di contemplare l'ampliamento della Villa Comunale. All’indomani del primo conflitto mondiale, che aveva interrotto ogni iniziativa, saranno quindi realizzati, in un arco temporale che giunge fino alla fine degli anni Trenta, oltre alle principali sedi istituzionali, alle quali appositamente furono destinati alcuni lotti (il Palazzo di Città, la Casa Littoria, la Camera di Commercio, il Palazzo delle Poste), i più pregevoli fabbricati residenziali per i ceti della ricca borghesia cittadina. La scelta delle modalità costruttive nelle fasi di progetto e di esecuzione delle opere rappresenta uno degli aspetti più interessanti di questa intensa attività edificatoria, in quanto consente di ricostruire il complesso passaggio dall’edilizia tradizionale in muratura alle moderne strutture intelaiate in calcestruzzo cementizio armato.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/3122469
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact