L’affermarsi del principio partecipativo è avvenuto nel contesto del passaggio dallo Stato di diritto allo Stato sociale, che ha determinato una ridefinizione degli scopi dello Stato contemporaneo, della sua organizzazione, delle sue modalità di azione e di intervento nella società. In particolare, con l’affermarsi dello Stato sociale di diritto è stato ridefinito il ruolo del cittadino considerato non più soltanto il destinatario dei diritti elettorali ma anche un soggetto chiamato a partecipare in maniera attiva e collaborativa alla gestione della cosa pubblica. Di conseguenza, il rinnovato rapporto Stato-società ha condotto al passaggio da un assetto esclusivamente istituzionale dell’azione pubblica (government) ad un modello che, invece, coinvolge nel processo decisionale una pluralità di attori, sia pubblici che privati, secondo i canoni della cooperazione e della interazione (governance). La Costituzione repubblicana Costituzione repubblicana sembra aver optato per una scelta significativa, fra le tante accezioni possibili, del concetto di partecipazione che, trovando fondamento nella centralità ordina mentale della persona umana considerata nella globalità delle sue posizioni (art. 2 Cost.), assume una connotazione squisitamente democratica fungendo da elemento di integrazione sociale. Il principio partecipativo così inteso trova rilevanza nella recente questione attinente all’assunzione della tutela ambientale tra i principali valori costituzionali, rappresentando l’ambiente uno dei tipici esempi di insufficienza dello Stato “autarchico” e di necessità di una democrazia partecipativa e solidale. In particolare, la Corte Costituzionale, in crescente dialogo con la giurisprudenza comunitaria, ha definitivamente superato la concezione soggettivistica della tutela dell’ambiente emergendo dalle sue pronunce più recenti la consapevolezza che la tutela dell’ambiente è un valore che si configura come sintesi di una pluralità di aspetti e di altri valori tra cui proprio quello partecipativo. In altre parole, l’iscrizione della salvaguardia ambientale tra i valori costituzionali implica che la tutela e la conservazione dell’ambiente sia attuata con il concorso sia dei pubblici poteri sia dei cittadini singoli e associati, assumendosi l’ambiente non solo come oggetto di diritti ma anche di doveri nell’adempimento dei quali Stato e cittadini sono chiamati a collaborare e cooperare in una prospettiva di sussidiarietà orizzontale. La variegata ricchezza che assume la partecipazione dei cittadini in tale ambito esalta la natura polivalente di tale valore mettendo in particolare rilievo la sua dimensione democratica e conduce a una nozione evoluta del principio antropocentrico in cui l’ambiente è concepito come una relazione continua e dinamica tra uomo e cosmo. Proprio con l’affermazione e la valorizzazione del principio antropocentrico che implica per l’uomo un significativo ruolo di corresponsabilità nell’ambito del sistema giuridico dell’ambiente, le esigenze di tutela degli ecosistemi si coniugano con altri valori fondamentali tipici delle costituzioni contemporanee, tra cui il pluralismo e la partecipazione.

La democrazia partecipativa nell'azione di tutela ambientale: per una nozione evoluta del principio antropocentrico

FEOLA, MARCELLO GIUSEPPE
2010

Abstract

L’affermarsi del principio partecipativo è avvenuto nel contesto del passaggio dallo Stato di diritto allo Stato sociale, che ha determinato una ridefinizione degli scopi dello Stato contemporaneo, della sua organizzazione, delle sue modalità di azione e di intervento nella società. In particolare, con l’affermarsi dello Stato sociale di diritto è stato ridefinito il ruolo del cittadino considerato non più soltanto il destinatario dei diritti elettorali ma anche un soggetto chiamato a partecipare in maniera attiva e collaborativa alla gestione della cosa pubblica. Di conseguenza, il rinnovato rapporto Stato-società ha condotto al passaggio da un assetto esclusivamente istituzionale dell’azione pubblica (government) ad un modello che, invece, coinvolge nel processo decisionale una pluralità di attori, sia pubblici che privati, secondo i canoni della cooperazione e della interazione (governance). La Costituzione repubblicana Costituzione repubblicana sembra aver optato per una scelta significativa, fra le tante accezioni possibili, del concetto di partecipazione che, trovando fondamento nella centralità ordina mentale della persona umana considerata nella globalità delle sue posizioni (art. 2 Cost.), assume una connotazione squisitamente democratica fungendo da elemento di integrazione sociale. Il principio partecipativo così inteso trova rilevanza nella recente questione attinente all’assunzione della tutela ambientale tra i principali valori costituzionali, rappresentando l’ambiente uno dei tipici esempi di insufficienza dello Stato “autarchico” e di necessità di una democrazia partecipativa e solidale. In particolare, la Corte Costituzionale, in crescente dialogo con la giurisprudenza comunitaria, ha definitivamente superato la concezione soggettivistica della tutela dell’ambiente emergendo dalle sue pronunce più recenti la consapevolezza che la tutela dell’ambiente è un valore che si configura come sintesi di una pluralità di aspetti e di altri valori tra cui proprio quello partecipativo. In altre parole, l’iscrizione della salvaguardia ambientale tra i valori costituzionali implica che la tutela e la conservazione dell’ambiente sia attuata con il concorso sia dei pubblici poteri sia dei cittadini singoli e associati, assumendosi l’ambiente non solo come oggetto di diritti ma anche di doveri nell’adempimento dei quali Stato e cittadini sono chiamati a collaborare e cooperare in una prospettiva di sussidiarietà orizzontale. La variegata ricchezza che assume la partecipazione dei cittadini in tale ambito esalta la natura polivalente di tale valore mettendo in particolare rilievo la sua dimensione democratica e conduce a una nozione evoluta del principio antropocentrico in cui l’ambiente è concepito come una relazione continua e dinamica tra uomo e cosmo. Proprio con l’affermazione e la valorizzazione del principio antropocentrico che implica per l’uomo un significativo ruolo di corresponsabilità nell’ambito del sistema giuridico dell’ambiente, le esigenze di tutela degli ecosistemi si coniugano con altri valori fondamentali tipici delle costituzioni contemporanee, tra cui il pluralismo e la partecipazione.
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