Erede ideale del "Programma" di Regiomontano, Francesco Maurolico (1494-1575) dedicò la maggior parte dei suoi studi al recupero dei Classici della matematica greca, privilegiando la ricostituzione di un sapere matematicamente coerente piuttosto che filologicamente corretto. Molto spesso, come nel caso degli scritti euclidei analizzati in questo contributo, i suoi interventi sul testo furono così profondi che il matematico messinese si sentì autorizzato ad aggiungere al titolo originale la locuzione "ex traditione Maurolyci". Sulla base di un’attenta analisi dei testi di geometria elementare e di altri documenti che ci sono pervenuti, si ipotizza l'esistenza di due progetti – non completamente indipendenti - di edizione degli "Elementi": il primo, che risale agli anni 1532-1541, è ancora collocabile nel solco della tradizione euclidea rinascimentale, mentre il secondo, degli anni 1563-1567, esemplarmente rappresentato dagli "Elementorum Compendia" si presenta come un'opera profondamente originale, che riorganizza la struttura e i contenuti degli "Elementi" in chiave aritmetizzante.

Gli Elementi di Euclide "ex traditione Francisci Maurolyci"

GAVAGNA, Veronica
2012

Abstract

Erede ideale del "Programma" di Regiomontano, Francesco Maurolico (1494-1575) dedicò la maggior parte dei suoi studi al recupero dei Classici della matematica greca, privilegiando la ricostituzione di un sapere matematicamente coerente piuttosto che filologicamente corretto. Molto spesso, come nel caso degli scritti euclidei analizzati in questo contributo, i suoi interventi sul testo furono così profondi che il matematico messinese si sentì autorizzato ad aggiungere al titolo originale la locuzione "ex traditione Maurolyci". Sulla base di un’attenta analisi dei testi di geometria elementare e di altri documenti che ci sono pervenuti, si ipotizza l'esistenza di due progetti – non completamente indipendenti - di edizione degli "Elementi": il primo, che risale agli anni 1532-1541, è ancora collocabile nel solco della tradizione euclidea rinascimentale, mentre il secondo, degli anni 1563-1567, esemplarmente rappresentato dagli "Elementorum Compendia" si presenta come un'opera profondamente originale, che riorganizza la struttura e i contenuti degli "Elementi" in chiave aritmetizzante.
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