L’impiego in architettura di elementi decorativi composti da materiale ceramico per la realizzazione di pavimentazioni o rivestimenti murali ha origini antichissime e ha trovato un largo impiego nel corso dei secoli, dalle epoche più antiche ai giorni nostri. Per la loro natura, tali rivestimenti hanno costituito singolari occasioni di espressione artistica, in cui il gioco ornamentale della forma del singolo elemento ceramico si intreccia alla ricerca cromatica nella multiforme e variegata composizione di motivi astratti e spesso spiccatamente geometrici. Una ricchezza espressiva però che sovente travalica i limiti della bidimensionalità della superficie attraverso vere e proprie ricerche figurative volte a catturare la terza dimensione trascinandola sulla superficie piana. In analogia con quanto accade nel mondo della pittura l’elemento e il supporto ceramico diventano terreno di sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi che consentono di giocare con l’osservatore, confuso e divertito di fronte ad immagini che creano una realtà fittizia e stupefacente, di cui egli stesso tuttavia percepisce il carattere di ricercata ambiguità. Il contributo presenta un’insieme di indagini grafiche che, riferite ad esempi particolarmente significativi, svelano il disegno dello spazio nascosto sulla superficie ceramica.

Disegno e materia. Forme e modelli di spazi illusori nei rivestimenti parietali ceramici

MESSINA, BARBARA
2012

Abstract

L’impiego in architettura di elementi decorativi composti da materiale ceramico per la realizzazione di pavimentazioni o rivestimenti murali ha origini antichissime e ha trovato un largo impiego nel corso dei secoli, dalle epoche più antiche ai giorni nostri. Per la loro natura, tali rivestimenti hanno costituito singolari occasioni di espressione artistica, in cui il gioco ornamentale della forma del singolo elemento ceramico si intreccia alla ricerca cromatica nella multiforme e variegata composizione di motivi astratti e spesso spiccatamente geometrici. Una ricchezza espressiva però che sovente travalica i limiti della bidimensionalità della superficie attraverso vere e proprie ricerche figurative volte a catturare la terza dimensione trascinandola sulla superficie piana. In analogia con quanto accade nel mondo della pittura l’elemento e il supporto ceramico diventano terreno di sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi che consentono di giocare con l’osservatore, confuso e divertito di fronte ad immagini che creano una realtà fittizia e stupefacente, di cui egli stesso tuttavia percepisce il carattere di ricercata ambiguità. Il contributo presenta un’insieme di indagini grafiche che, riferite ad esempi particolarmente significativi, svelano il disegno dello spazio nascosto sulla superficie ceramica.
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