Giuseppina Marsico Università di Salerno Benché di uso corrente, luogo e benessere sembrano avere quella straordinaria ricchezza che nella Psicologia culturale ad orientamento semiotico viene descritta nei termini di “field-like signs” (Valsiner, 2007). Si tratta, cioè, di costrutti difficilmente racchiudibili in una unica puntuale definizione, essendo primariamente delle iper-generalizzazioni che rimandano ad “ambiti di significazione”. Nonostante il sofisticato armamentario concettuale offerto dalla prospettiva culturalista e contestualista in psicologia (Bronfenbrenner, 1979; Bruner, 1990; Valsiner, 2014) ho abbandonato quasi subito l’idea di articolare un discorso intorno a due costrutti cosi fuzzy. Mi è sembrata un’impresa troppo ardua per la mia mente sempre più interessata a cogliere come, invece, gli esseri umani vivono concretamente le loro esperienze nei contesti di vita quotidiani. Mi sono, dunque, chiesta quali sono nella nostra vita i luoghi del benessere e mi sono venuti in mente diversi contesti che ogni giorno attraversiamo: la scuola, la casa, il lavoro, la palestra, solo per citarne alcuni. Se è vero che ogni giorno noi migriamo da un luogo all’altro, non sarebbe forse il caso di prestare maggiore attenzione a questi attraversamenti (Marsico, 2013)?

I non-luoghi del benessere

MARSICO, Giuseppina
2014

Abstract

Giuseppina Marsico Università di Salerno Benché di uso corrente, luogo e benessere sembrano avere quella straordinaria ricchezza che nella Psicologia culturale ad orientamento semiotico viene descritta nei termini di “field-like signs” (Valsiner, 2007). Si tratta, cioè, di costrutti difficilmente racchiudibili in una unica puntuale definizione, essendo primariamente delle iper-generalizzazioni che rimandano ad “ambiti di significazione”. Nonostante il sofisticato armamentario concettuale offerto dalla prospettiva culturalista e contestualista in psicologia (Bronfenbrenner, 1979; Bruner, 1990; Valsiner, 2014) ho abbandonato quasi subito l’idea di articolare un discorso intorno a due costrutti cosi fuzzy. Mi è sembrata un’impresa troppo ardua per la mia mente sempre più interessata a cogliere come, invece, gli esseri umani vivono concretamente le loro esperienze nei contesti di vita quotidiani. Mi sono, dunque, chiesta quali sono nella nostra vita i luoghi del benessere e mi sono venuti in mente diversi contesti che ogni giorno attraversiamo: la scuola, la casa, il lavoro, la palestra, solo per citarne alcuni. Se è vero che ogni giorno noi migriamo da un luogo all’altro, non sarebbe forse il caso di prestare maggiore attenzione a questi attraversamenti (Marsico, 2013)?
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