L’elevato rischio associato ai fenomeni di colata detritica che interessano gli ammassi di pomici della Costiera Amalfitana richiede la messa a punto di specifici modelli previsionali ai fini di un’efficace salvaguardia. La maggiore difficoltà è legata all’assenza dei dati osservati di volume, tirante e portata, che sono necessari per calibrare e testare i modelli di simulazione. In questo lavoro è presentato un approccio che integra l’utilizzo di dati pre e post evento, rilevati anche da drone, con la relativa modellazione matematico-numerica. Il caso studio è un impluvio naturale a elevata pendenza nel quale si verificano, con forte ricorrenza, fenomeni di correnti detritiche di pomici che mettono a rischio un tratto della Strada Provinciale SP1 ubicato in Costiera Amalfitana (nel Comune di Tramonti). L’utilizzo integrato di laser scanner terrestre (TLS) e di tecniche fotogrammetriche ha consentito di acquisire la topografia dell’impluvio e del conoide sia pre che post evento, ottenendo così il modello digitale del terreno (DTM) e la stima del volume di materiale mobilitato. L’osservazione delle tracce lasciate dalla corrente ha consentito di stimarne il tirante in alcuni punti; l’angolo di attrito del materiale è stato misurato con prove di laboratorio eseguite su un campione prelevato in situ. I dati così ottenuti sono stati, quindi, utilizzati per calibrare e validare un modello di propagazione bidimensionale FLATmodel, basato sulle equazioni delle shallow-water. Le resistenze al fondo sono state stimate utilizzando il modello di Voellmy, che si compone di un termine attritivo e di un termine collisionale dipendente dalla velocità della colata. Tramite back-analysis sulla forma del deposito misurata è stato valutato il valore ottimale del coefficiente del termine collisionale nella legge di resistenza. La buona corrispondenza tra simulazione e dati sperimentali conferma l’appropriatezza del modello proposto come strumento per descrivere la propagazione e le distanze di run-out di fenomeni con analoghe caratteristiche.

MONITORAGGIO E MODELLAZIONE DI FENOMENI DI COLATE DETRITICHE DI POMICI CON TECNICHE DI REMOTE SENSING. UN CASO STUDIO IN COSTIERA AMALFITANA

PAPA, Maria Nicolina
;
SARNO, Luca;LIMONGIELLO, MARCO;BARBA, SALVATORE
2014

Abstract

L’elevato rischio associato ai fenomeni di colata detritica che interessano gli ammassi di pomici della Costiera Amalfitana richiede la messa a punto di specifici modelli previsionali ai fini di un’efficace salvaguardia. La maggiore difficoltà è legata all’assenza dei dati osservati di volume, tirante e portata, che sono necessari per calibrare e testare i modelli di simulazione. In questo lavoro è presentato un approccio che integra l’utilizzo di dati pre e post evento, rilevati anche da drone, con la relativa modellazione matematico-numerica. Il caso studio è un impluvio naturale a elevata pendenza nel quale si verificano, con forte ricorrenza, fenomeni di correnti detritiche di pomici che mettono a rischio un tratto della Strada Provinciale SP1 ubicato in Costiera Amalfitana (nel Comune di Tramonti). L’utilizzo integrato di laser scanner terrestre (TLS) e di tecniche fotogrammetriche ha consentito di acquisire la topografia dell’impluvio e del conoide sia pre che post evento, ottenendo così il modello digitale del terreno (DTM) e la stima del volume di materiale mobilitato. L’osservazione delle tracce lasciate dalla corrente ha consentito di stimarne il tirante in alcuni punti; l’angolo di attrito del materiale è stato misurato con prove di laboratorio eseguite su un campione prelevato in situ. I dati così ottenuti sono stati, quindi, utilizzati per calibrare e validare un modello di propagazione bidimensionale FLATmodel, basato sulle equazioni delle shallow-water. Le resistenze al fondo sono state stimate utilizzando il modello di Voellmy, che si compone di un termine attritivo e di un termine collisionale dipendente dalla velocità della colata. Tramite back-analysis sulla forma del deposito misurata è stato valutato il valore ottimale del coefficiente del termine collisionale nella legge di resistenza. La buona corrispondenza tra simulazione e dati sperimentali conferma l’appropriatezza del modello proposto come strumento per descrivere la propagazione e le distanze di run-out di fenomeni con analoghe caratteristiche.
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