Quando il testo dell’Arialda di Giovanni Testori viene messo in scena al Teatro Nuovo di Milano il 23 febbraio 1961 dalla compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli per la regia di Luchino Visconti, provoca la dura reazione del procuratore Carmelo Spagnuolo il quale, in base all' articolo 528 del codice penale, impone la sospensione immediata delle recite e il sequestro del libro pubblicato da Feltrinelli. L' Arialda viene considerata un'opera oscena, non soltanto per la «successione di situazioni ambientali e personali, torbide ed erotiche, nel corso delle quali nessun bene e nessun valore si salva», ma per la presenza di un personaggio omosessuale che «pretende» di ostentare la purezza dei suoi sentimenti amorosi. Per comprendere il “caso” Arialda occorre volgere uno sguardo attento al contesto storico dal momento che l’opera si colloca nello snodo particolare tra gli anni Cinquanta agli anni Sessanta durante il quale la società italiana, irretita su pregiudizi e posizioni conservatrici, si avvia al confronto con nuove istanze, letture diverse e inedite modalità di intendere la cultura. L’episodio attiva una battaglia giudiziaria durata tre anni e conclusasi con la piena assoluzione, che vede contrapporsi in tribunale non soltanto giudici e avvocati, ma scrittori e uomini di spettacolo che danno vita ad uno dei più significativi dibattiti sui rapporti tra arte e censura della cultura italiana.

Censura e dibattito culturale. Il caso dell'Arialda di Giovanni Testori

SAPIENZA, Annamaria
2015

Abstract

Quando il testo dell’Arialda di Giovanni Testori viene messo in scena al Teatro Nuovo di Milano il 23 febbraio 1961 dalla compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli per la regia di Luchino Visconti, provoca la dura reazione del procuratore Carmelo Spagnuolo il quale, in base all' articolo 528 del codice penale, impone la sospensione immediata delle recite e il sequestro del libro pubblicato da Feltrinelli. L' Arialda viene considerata un'opera oscena, non soltanto per la «successione di situazioni ambientali e personali, torbide ed erotiche, nel corso delle quali nessun bene e nessun valore si salva», ma per la presenza di un personaggio omosessuale che «pretende» di ostentare la purezza dei suoi sentimenti amorosi. Per comprendere il “caso” Arialda occorre volgere uno sguardo attento al contesto storico dal momento che l’opera si colloca nello snodo particolare tra gli anni Cinquanta agli anni Sessanta durante il quale la società italiana, irretita su pregiudizi e posizioni conservatrici, si avvia al confronto con nuove istanze, letture diverse e inedite modalità di intendere la cultura. L’episodio attiva una battaglia giudiziaria durata tre anni e conclusasi con la piena assoluzione, che vede contrapporsi in tribunale non soltanto giudici e avvocati, ma scrittori e uomini di spettacolo che danno vita ad uno dei più significativi dibattiti sui rapporti tra arte e censura della cultura italiana.
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