The chapter recalls how Durkheim is one of the few classical sociologists to have made explicit use of the term 'cosmopolitanism'. This is better specified in his 'Lessons in Sociology', where he does not speak of 'common global culture' or 'common collective life', as in other works, but finds there developed a certain idea of patriotism - elsewhere called 'spiritualized' (patriotisme spiritualisé) - by Durkheim described as that positive feeling that reconciles belonging to one's own national state and cosmopolitan culture. Durkheim speaks of it as a different way of making cosmopolitanism concrete, possible through a nation-state that takes on a moral responsibility towards mankind and conveys it to its citizens. Spiritualized patriotism is therefore not an affiliation or brotherhood with a common 'world state', never thought of by Durkheim, but a feeling at the same time national and cosmopolitan, respectful of the autonomy of the individual and that of other national communities. In line with his fundamental idea that man is a moral being only when he lives in established societies.

Il capitolo ricorda come Durkheim sia uno dei pochi tra i sociologi classici ad aver fatto uso esplicito del termine ‘cosmopolitismo’. Ciò è meglio specificato nelle sue “Lezioni di sociologia”, dove non si parla di ‘comune cultura globale’ o di ‘comune vita collettiva’, come in altre opere, ma vi si trova sviluppata una certa idea di patriottismo – altrove definito ‘spiritualizzato’ (patriotisme spiritualisé) – da Durkheim descritto come quel sentimento positivo che concilia appartenenza al proprio stato nazionale e cultura cosmopolita. Durkheim ne parla come di una diversa modalità di concretizzazione del cosmopolitismo, possibile per mezzo di uno Stato nazionale che si fa carico di una responsabilità morale nei confronti del genere umano e trasmessa ai propri cittadini. Il patriottismo spiritualizzato non è perciò un’affiliazione o un affratellamento ad un comune ‘Stato mondiale’, da Durkheim mai pensato, ma un sentimento allo stesso tempo nazionale e cosmopolita, rispettoso dell’autonomia dell’individuo e di quella delle altre comunità nazionali. In linea con la sua idea fondamentale secondo cui l’uomo è un essere morale soltanto quando vive in società stabilite.

Sul patriottismo cosmopolita di Emile Durkheim

PENDENZA, Massimo
2015

Abstract

Il capitolo ricorda come Durkheim sia uno dei pochi tra i sociologi classici ad aver fatto uso esplicito del termine ‘cosmopolitismo’. Ciò è meglio specificato nelle sue “Lezioni di sociologia”, dove non si parla di ‘comune cultura globale’ o di ‘comune vita collettiva’, come in altre opere, ma vi si trova sviluppata una certa idea di patriottismo – altrove definito ‘spiritualizzato’ (patriotisme spiritualisé) – da Durkheim descritto come quel sentimento positivo che concilia appartenenza al proprio stato nazionale e cultura cosmopolita. Durkheim ne parla come di una diversa modalità di concretizzazione del cosmopolitismo, possibile per mezzo di uno Stato nazionale che si fa carico di una responsabilità morale nei confronti del genere umano e trasmessa ai propri cittadini. Il patriottismo spiritualizzato non è perciò un’affiliazione o un affratellamento ad un comune ‘Stato mondiale’, da Durkheim mai pensato, ma un sentimento allo stesso tempo nazionale e cosmopolita, rispettoso dell’autonomia dell’individuo e di quella delle altre comunità nazionali. In linea con la sua idea fondamentale secondo cui l’uomo è un essere morale soltanto quando vive in società stabilite.
9788860746412
The chapter recalls how Durkheim is one of the few classical sociologists to have made explicit use of the term 'cosmopolitanism'. This is better specified in his 'Lessons in Sociology', where he does not speak of 'common global culture' or 'common collective life', as in other works, but finds there developed a certain idea of patriotism - elsewhere called 'spiritualized' (patriotisme spiritualisé) - by Durkheim described as that positive feeling that reconciles belonging to one's own national state and cosmopolitan culture. Durkheim speaks of it as a different way of making cosmopolitanism concrete, possible through a nation-state that takes on a moral responsibility towards mankind and conveys it to its citizens. Spiritualized patriotism is therefore not an affiliation or brotherhood with a common 'world state', never thought of by Durkheim, but a feeling at the same time national and cosmopolitan, respectful of the autonomy of the individual and that of other national communities. In line with his fundamental idea that man is a moral being only when he lives in established societies.
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