Il pane e il sale. La coena Domini e il pensiero dell’alto medioevo (secc. V-XI), in L’alimentazione nell’Alto Medioevo: pratiche, simboli, ideologie, LXIII Settimana di studio della Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo (Spoleto, 9-14 aprile 2015), 2 voll., Spoleto 2016 (Settimane della Fondazione C.I.S.A.M., 63) Partendo come esempio dall’ambiguità della parola «sapere» (avere sapore e/o avere conoscenza) ed evidenziandone la valorizzazione strumentale in molteplici testimoni dell’esegesi scritturale di epoca patristica a alto-medievale, la presente ricerca mette a fuoco la particolarità e l’efficacia delle allegorie, individuabili nel testo scritturale, che sono direttamente legate all’ambito significante del nutrimento. In perfetta armonia con le norme fondamentali elaborate dalla tradizione cristiana per garantire la legittimità della lettura simbolica e allegorica delle immagini nutrizionali sparse nel Testo Sacro, i teologi altomedievali hanno percepito l’importante connessione che può essere stabilita, con molteplicità di interconnessioni tematiche, tra i concetti e le figure narrative legati alla nutrizione del corpo e l’operatività delle azioni liturgico-sacramentali che ‘alimentano’ l’anima assicurandone la crescita di ordine spirituale nel rapporto con la divinità, inteso sia come incremento di conoscenza delle condizioni di sussistenza reale del trascendente, sia come processo di redenzione e ricongiunzione con il divino. L’analisi di alcuni casi più rappresentativi, tra i secoli IX e XI, evidenzia la presa che tale operazione intellettuale di ricerca di vie privilegiate per la connessione tra natura e trascendenza operante in particolare nell’ambito del vocabolario legato alla nutrizione ebbe soprattutto presso gli autori di area monastica più ispirati e sottili e teologicamente orientati dalla tensione platonizzante intimamente connessa all’ispirazione di matrice agostiniana della loro teoresi teologica.

Il pane e il sale. La coena Domini e il pensiero dell’alto medioevo (secc. V-XI), in L’alimentazione nell’Alto Medioevo: pratiche, simboli, ideologie, LXIII Settimana di studio della Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo (Spoleto, 9-14 aprile 2015), 2 voll., Spoleto 2016 (Settimane della Fondazione C.I.S.A.M., 63) [ISBN 9788868090951], II, pp. 1021-1057 (discuss. 1059-1061).

D'ONOFRIO, Giulio
2016

Abstract

Il pane e il sale. La coena Domini e il pensiero dell’alto medioevo (secc. V-XI), in L’alimentazione nell’Alto Medioevo: pratiche, simboli, ideologie, LXIII Settimana di studio della Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo (Spoleto, 9-14 aprile 2015), 2 voll., Spoleto 2016 (Settimane della Fondazione C.I.S.A.M., 63) Partendo come esempio dall’ambiguità della parola «sapere» (avere sapore e/o avere conoscenza) ed evidenziandone la valorizzazione strumentale in molteplici testimoni dell’esegesi scritturale di epoca patristica a alto-medievale, la presente ricerca mette a fuoco la particolarità e l’efficacia delle allegorie, individuabili nel testo scritturale, che sono direttamente legate all’ambito significante del nutrimento. In perfetta armonia con le norme fondamentali elaborate dalla tradizione cristiana per garantire la legittimità della lettura simbolica e allegorica delle immagini nutrizionali sparse nel Testo Sacro, i teologi altomedievali hanno percepito l’importante connessione che può essere stabilita, con molteplicità di interconnessioni tematiche, tra i concetti e le figure narrative legati alla nutrizione del corpo e l’operatività delle azioni liturgico-sacramentali che ‘alimentano’ l’anima assicurandone la crescita di ordine spirituale nel rapporto con la divinità, inteso sia come incremento di conoscenza delle condizioni di sussistenza reale del trascendente, sia come processo di redenzione e ricongiunzione con il divino. L’analisi di alcuni casi più rappresentativi, tra i secoli IX e XI, evidenzia la presa che tale operazione intellettuale di ricerca di vie privilegiate per la connessione tra natura e trascendenza operante in particolare nell’ambito del vocabolario legato alla nutrizione ebbe soprattutto presso gli autori di area monastica più ispirati e sottili e teologicamente orientati dalla tensione platonizzante intimamente connessa all’ispirazione di matrice agostiniana della loro teoresi teologica.
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