Chi si affaccia sullo scenario della prassi contrattuale attualmente in essere nel mercato immobiliare è destinato a scoprire una realtà assai diversa da quella che ci si sarebbe atteso ed in auge solo fino a qualche tempo fa. La profonda crisi economica, che ha pesantemente investito - forse più di altri - tale settore, ha, infatti, determinato per gli operatori la necessità di trovare nuove formule contrattuali alternative al tradizionale schema del preliminare di compravendita collegato ad un contratto di mutuo ipotecario, sempre più difficilmente erogato dagli istituti di credito sostanzialmente per via della mancanza, da parte delle famiglie, di adeguate garanzie utili a convincere la banca sulle concrete possibilità di recupero delle somme anticipate in vista dell’acquisto. A ciò si aggiunge il fatto che, a differenza del passato, il sistema bancario non concede più mutui per l’intero importo fissato per la compravendita e, così, qualora l’aspirante acquirente non disponga almeno di una parte della provvista (di norma pari al venti per cento circa del prezzo) il finanziamento non potrà essere erogato. La vasta crisi che ha investito l’economia ha prodotto, però, non solo pesanti difficoltà di accesso al credito per gli aspiranti acquirenti ma, a catena, anche il serio problema, per i potenziali alienanti, di collocare sul mercato immobiliare beni che rimangono a lungo invenduti

Il mercato immobiliare tra vecchi e nuovi schemi contrattuali

MUSIO, Antonio
2017

Abstract

Chi si affaccia sullo scenario della prassi contrattuale attualmente in essere nel mercato immobiliare è destinato a scoprire una realtà assai diversa da quella che ci si sarebbe atteso ed in auge solo fino a qualche tempo fa. La profonda crisi economica, che ha pesantemente investito - forse più di altri - tale settore, ha, infatti, determinato per gli operatori la necessità di trovare nuove formule contrattuali alternative al tradizionale schema del preliminare di compravendita collegato ad un contratto di mutuo ipotecario, sempre più difficilmente erogato dagli istituti di credito sostanzialmente per via della mancanza, da parte delle famiglie, di adeguate garanzie utili a convincere la banca sulle concrete possibilità di recupero delle somme anticipate in vista dell’acquisto. A ciò si aggiunge il fatto che, a differenza del passato, il sistema bancario non concede più mutui per l’intero importo fissato per la compravendita e, così, qualora l’aspirante acquirente non disponga almeno di una parte della provvista (di norma pari al venti per cento circa del prezzo) il finanziamento non potrà essere erogato. La vasta crisi che ha investito l’economia ha prodotto, però, non solo pesanti difficoltà di accesso al credito per gli aspiranti acquirenti ma, a catena, anche il serio problema, per i potenziali alienanti, di collocare sul mercato immobiliare beni che rimangono a lungo invenduti
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