Il contributo indaga sui rapporti fra Eduardo De Filippo e Paolo Grassi alla luce di un comune progetto culturale e di scambio produttivo fra i due teatri di Milano (il Piccolo) e Napoli (il San Ferdinando). In particolare vengono individuate le ragioni della nascita di tale collaborazione, le forme concrete di attuazione e i momenti salienti. Le ragioni che spinsero Paolo Grassi a stringere amicizia con Eduardo si lasciano individuare nelle linee programmatiche che animarono la programmazine del Piccolo e in particolare la valorizzazione del filone della drammaturgia popolare contaminata di dialetto. Agli occhi di Paolo Grassi Eduardo era l'autore più rappresentativo della drammaturia italiana dopo Pirandello. Le ragioni che spingevano Eduardo verso il Piccolo consistevano nell'interesse di confrontarsi con quanto egli percepiva come modernità del teatro nazionale e internazionale con cui era venuto a contatto nelle sue tournées, in particolare con le funzioni della regia e con le rinnovate tecnologie sceniche al fine di valutarne i risultati sul piano artistico, scorgerne le discriminanti rispetto alle proprie collaudate consuetudini di lavoro. In questa prospettiva il contributo prende in esame i momenti salienti di tale collaborazione: gli spettacoli eduardiani al Piccolo nel 1958, l'accolgienza nella sua compagnia di un attore milanese quale Franco Parenti per quasi quattro anni, la collaborazione produttiva comune tra il San ferdinando e il Piccolo nel 1964 e di nuovo le regie eduariane al Piccolo fra il 1964 fino al 1971.

Eduardo al Piccolo Teatro di MIlano

INNAMORATI, Isabella
2017

Abstract

Il contributo indaga sui rapporti fra Eduardo De Filippo e Paolo Grassi alla luce di un comune progetto culturale e di scambio produttivo fra i due teatri di Milano (il Piccolo) e Napoli (il San Ferdinando). In particolare vengono individuate le ragioni della nascita di tale collaborazione, le forme concrete di attuazione e i momenti salienti. Le ragioni che spinsero Paolo Grassi a stringere amicizia con Eduardo si lasciano individuare nelle linee programmatiche che animarono la programmazine del Piccolo e in particolare la valorizzazione del filone della drammaturgia popolare contaminata di dialetto. Agli occhi di Paolo Grassi Eduardo era l'autore più rappresentativo della drammaturia italiana dopo Pirandello. Le ragioni che spingevano Eduardo verso il Piccolo consistevano nell'interesse di confrontarsi con quanto egli percepiva come modernità del teatro nazionale e internazionale con cui era venuto a contatto nelle sue tournées, in particolare con le funzioni della regia e con le rinnovate tecnologie sceniche al fine di valutarne i risultati sul piano artistico, scorgerne le discriminanti rispetto alle proprie collaudate consuetudini di lavoro. In questa prospettiva il contributo prende in esame i momenti salienti di tale collaborazione: gli spettacoli eduardiani al Piccolo nel 1958, l'accolgienza nella sua compagnia di un attore milanese quale Franco Parenti per quasi quattro anni, la collaborazione produttiva comune tra il San ferdinando e il Piccolo nel 1964 e di nuovo le regie eduariane al Piccolo fra il 1964 fino al 1971.
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