Il saggio sui rapporti tra il carceriere e il sorvegliato nell'isola del confino, rappresentati nel film di Marco Leto La villeggiatura (1973), analizza un aspetto nascosto del sistema di sorveglianza del periodo fascista. Il film, ispirato alla vicenda di Carlo Rosselli, si giova della circostanza dei rapporti familiari del regista, figlio di quel Guido Leto che fu a capo dell’OVRA. Per il resto, il film è basato su una rigorosa ricostruzione storica e archivistica della vita confinaria. Lo scopo del sorvegliane non era solo di tenere sotto controllo gli antifascisti a lui affidati, ma, quando si imbatteva in personaggi di rilievo, di ottenere con ogni mezzo la loro capitolazione politica. E’ il caso di un confinato, professore di storia di idee giolittiane, che viene irretito da piccole concessioni materiali e pacati ragionamenti politico-ideologici che presentano il fascismo come una “naturale” evoluzione del giolittismo. Il saggio analizza il comportamento di questo, come di tanti altri funzionari dell’epoca, che svolsero una loro nascosta e efficace politica di proselitismo a favore del regime.

Carcerieri e sorvegliati nell'isola del confino tra realtà e finzione cinematografica

Pasquale Iaccio;
2018

Abstract

Il saggio sui rapporti tra il carceriere e il sorvegliato nell'isola del confino, rappresentati nel film di Marco Leto La villeggiatura (1973), analizza un aspetto nascosto del sistema di sorveglianza del periodo fascista. Il film, ispirato alla vicenda di Carlo Rosselli, si giova della circostanza dei rapporti familiari del regista, figlio di quel Guido Leto che fu a capo dell’OVRA. Per il resto, il film è basato su una rigorosa ricostruzione storica e archivistica della vita confinaria. Lo scopo del sorvegliane non era solo di tenere sotto controllo gli antifascisti a lui affidati, ma, quando si imbatteva in personaggi di rilievo, di ottenere con ogni mezzo la loro capitolazione politica. E’ il caso di un confinato, professore di storia di idee giolittiane, che viene irretito da piccole concessioni materiali e pacati ragionamenti politico-ideologici che presentano il fascismo come una “naturale” evoluzione del giolittismo. Il saggio analizza il comportamento di questo, come di tanti altri funzionari dell’epoca, che svolsero una loro nascosta e efficace politica di proselitismo a favore del regime.
978-88-207-6448-7
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