La rivoluzione digitale che stiamo vivendo per realizzare pienamente la sua portata di cambiamento radicale dell’assetto economico e sociale ha bisogno di metodologie e sistemi di gestione della conoscenza progettati per rendere agevoli gli scambi di ogni tipo: amministrativi, finanziari, commerciali e culturali che avvengono nel mondo fisico e nel mondo virtuale. In entrambi i mondi questi scambi sono disciplinati da norme internazionali, europee e nazionali che nel tempo hanno prodotto un enorme e composito patrimonio linguistico che mescola terminologie specialistiche dei saperi tecnico-scientifico a quelle dei saperi giuridici ed amministrativi, al lessico della lingua comune delle lingue nazionali. Negli ambiti istituzionali dell’Unione europea le terminologie specialistiche sono una componente essenziale del nostro modo di comunicare in Europa attraverso le lingue nazionali. Nell'Unione europea, infatti, tutte lingue degli Stati membri hanno pari dignità: tutte le lingue nazionali sono riconosciute come lingue ufficiali. Il regime linguistico del multilinguismo integrale ha base giuridica nei regolamenti del Consiglio. In seguito, il principio della pari dignità è stato ripreso all’articolo 3, del paragrafo 3, comma 4 del Trattato dell’Unione europea «TUE»; negli articoli 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che riconoscono espressamente il multilinguismo (Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 364/1 del 18.12.2000); negli articoli 24, 55 e 342 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea «TFUE» (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 83/13 del 30.3.2010) viene stabilito che i cittadini hanno il diritto di rivolgersi alle istituzioni Ue in una delle lingue dei Trattati e di ricevere una risposta nella stessa lingua (art. 20, par. 2, lettera d). Pertanto, per comunicare in Europa è di centrale importanza il lavoro terminologico di riconoscimento di comuni concetti per i quali è necessario trovare o creare termini equivalenti nelle 24 lingue ufficiali per assicurare ad ogni cittadino europeo il diritto alla partecipazione. Il lavoro terminologico è, dunque, un fondamento del multilinguismo integrale, principio cardine dell’Unione europea, che si basa sulla pratica della ‘coredazione’ degli atti legislativi, vale a dire che i testi legali, scritti nelle lingue procedurali – inglese, francese e tedesco - sono poi redatti nelle diverse lingue ufficiali e queste versioni sono tutte ugualmente “facenti fede”. È per questo che le terminologie specialistiche usate dalle lingue ufficiali nella comunicazione con il pubblico delle istituzioni dell’UE ricoprono una notevole importanza. Ed ora, è per questo che lo studio terminologico per lo sviluppo di risorse linguistiche per il web semantico sarà sempre più essere utile per garantire il diritto di tutti i cittadini europei all’uguaglianza. La terminologia, infatti, è necessaria a rispondere alla questione di come conciliare diversità linguistica e accesso alle informazioni nella propria lingua madre, superando le difficoltà delle possibili discrepanze tra le versioni linguistiche e dell’aumento dei costi di traduzione. Ed è per questo che sono sempre più richiesti professionisti abili nel trasformare in risorse linguistiche per il web semantico l’enorme patrimonio terminologico istituzionale multilingue che di giorno in giorno diventa sempre più esteso anche per effetto del rafforzamento del ruolo politico e di fonte di diritto che spetta all'Unione europea. L’UE, infatti, introduce negli ordinamenti degli Stati nazionali termini originati da processi di creazione terminologica che usano diversi procedimenti di formazione lessicale. Sempre più spesso, però, prestiti integrali e vari tipi di calchi linguistici minano le potenzialità neologiche di ogni lingua nazionale e, con essa, la ricchezza dei patrimoni terminologico lessicali delle lingue degli Stati membri. Questi argomenti sono stati dibattuti nel corso del XXVIII convegno dell’Associazione Italiana per la Terminologia (Ass.I.Term) “Terminologie e risorse linguistiche per comunicare in Europa” che si svolto all’Università di Salerno il 17-18 maggio. Il convegno Ass.I.Term ha proposto una riflessione sulle politiche linguistiche per il multilinguismo e per garantire il diritto dei cittadini europei ad accedere alle informazioni istituzionali attraverso la propria lingua nazionale e sull’uso delle risorse linguistiche per il web semantico, create a partire dalle terminologie specialistiche delle lingue ufficiali delle istituzioni, degli organismi, degli uffici e delle agenzie dell’UE. Rappresentanti delle istituzioni europee, terminologi linguisti, studiosi della lingua italiana e delle lingue europee, esperti di documentazione e di comunicazione si sono confrontati sui meccanismi di formazione neologica dei termini delle istituzioni in relazione alle lingue veicolari dell’Unione europea, sugli usi delle terminologie specialistiche nei contesti istituzionali e sulla creazione di risorse e tecnologie linguistiche per la gestione della conoscenza. In questo numero della rivista presentiamo alcuni contributi selezionati e presentati nel corso del XXVIII convegno Ass.I.Term che riguardano studi sulle politiche linguistiche per il multilinguismo, la neologia terminologica, la linguistica dei corpora e la creazione di risorse e tecnologie linguistiche per i servizi pubblici digitali.

Terminologie e risorse linguistiche per comunicare in Europa

Daniela Vellutino
2018

Abstract

La rivoluzione digitale che stiamo vivendo per realizzare pienamente la sua portata di cambiamento radicale dell’assetto economico e sociale ha bisogno di metodologie e sistemi di gestione della conoscenza progettati per rendere agevoli gli scambi di ogni tipo: amministrativi, finanziari, commerciali e culturali che avvengono nel mondo fisico e nel mondo virtuale. In entrambi i mondi questi scambi sono disciplinati da norme internazionali, europee e nazionali che nel tempo hanno prodotto un enorme e composito patrimonio linguistico che mescola terminologie specialistiche dei saperi tecnico-scientifico a quelle dei saperi giuridici ed amministrativi, al lessico della lingua comune delle lingue nazionali. Negli ambiti istituzionali dell’Unione europea le terminologie specialistiche sono una componente essenziale del nostro modo di comunicare in Europa attraverso le lingue nazionali. Nell'Unione europea, infatti, tutte lingue degli Stati membri hanno pari dignità: tutte le lingue nazionali sono riconosciute come lingue ufficiali. Il regime linguistico del multilinguismo integrale ha base giuridica nei regolamenti del Consiglio. In seguito, il principio della pari dignità è stato ripreso all’articolo 3, del paragrafo 3, comma 4 del Trattato dell’Unione europea «TUE»; negli articoli 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che riconoscono espressamente il multilinguismo (Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 364/1 del 18.12.2000); negli articoli 24, 55 e 342 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea «TFUE» (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 83/13 del 30.3.2010) viene stabilito che i cittadini hanno il diritto di rivolgersi alle istituzioni Ue in una delle lingue dei Trattati e di ricevere una risposta nella stessa lingua (art. 20, par. 2, lettera d). Pertanto, per comunicare in Europa è di centrale importanza il lavoro terminologico di riconoscimento di comuni concetti per i quali è necessario trovare o creare termini equivalenti nelle 24 lingue ufficiali per assicurare ad ogni cittadino europeo il diritto alla partecipazione. Il lavoro terminologico è, dunque, un fondamento del multilinguismo integrale, principio cardine dell’Unione europea, che si basa sulla pratica della ‘coredazione’ degli atti legislativi, vale a dire che i testi legali, scritti nelle lingue procedurali – inglese, francese e tedesco - sono poi redatti nelle diverse lingue ufficiali e queste versioni sono tutte ugualmente “facenti fede”. È per questo che le terminologie specialistiche usate dalle lingue ufficiali nella comunicazione con il pubblico delle istituzioni dell’UE ricoprono una notevole importanza. Ed ora, è per questo che lo studio terminologico per lo sviluppo di risorse linguistiche per il web semantico sarà sempre più essere utile per garantire il diritto di tutti i cittadini europei all’uguaglianza. La terminologia, infatti, è necessaria a rispondere alla questione di come conciliare diversità linguistica e accesso alle informazioni nella propria lingua madre, superando le difficoltà delle possibili discrepanze tra le versioni linguistiche e dell’aumento dei costi di traduzione. Ed è per questo che sono sempre più richiesti professionisti abili nel trasformare in risorse linguistiche per il web semantico l’enorme patrimonio terminologico istituzionale multilingue che di giorno in giorno diventa sempre più esteso anche per effetto del rafforzamento del ruolo politico e di fonte di diritto che spetta all'Unione europea. L’UE, infatti, introduce negli ordinamenti degli Stati nazionali termini originati da processi di creazione terminologica che usano diversi procedimenti di formazione lessicale. Sempre più spesso, però, prestiti integrali e vari tipi di calchi linguistici minano le potenzialità neologiche di ogni lingua nazionale e, con essa, la ricchezza dei patrimoni terminologico lessicali delle lingue degli Stati membri. Questi argomenti sono stati dibattuti nel corso del XXVIII convegno dell’Associazione Italiana per la Terminologia (Ass.I.Term) “Terminologie e risorse linguistiche per comunicare in Europa” che si svolto all’Università di Salerno il 17-18 maggio. Il convegno Ass.I.Term ha proposto una riflessione sulle politiche linguistiche per il multilinguismo e per garantire il diritto dei cittadini europei ad accedere alle informazioni istituzionali attraverso la propria lingua nazionale e sull’uso delle risorse linguistiche per il web semantico, create a partire dalle terminologie specialistiche delle lingue ufficiali delle istituzioni, degli organismi, degli uffici e delle agenzie dell’UE. Rappresentanti delle istituzioni europee, terminologi linguisti, studiosi della lingua italiana e delle lingue europee, esperti di documentazione e di comunicazione si sono confrontati sui meccanismi di formazione neologica dei termini delle istituzioni in relazione alle lingue veicolari dell’Unione europea, sugli usi delle terminologie specialistiche nei contesti istituzionali e sulla creazione di risorse e tecnologie linguistiche per la gestione della conoscenza. In questo numero della rivista presentiamo alcuni contributi selezionati e presentati nel corso del XXVIII convegno Ass.I.Term che riguardano studi sulle politiche linguistiche per il multilinguismo, la neologia terminologica, la linguistica dei corpora e la creazione di risorse e tecnologie linguistiche per i servizi pubblici digitali.
9788825521634
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