L’intervento inizia con una “fotografia” dei profondi cambiamenti che hanno interessato la scuola italiana a seguito dei flussi migratori degli ultimi decenni, per poi soffermarsi sulle scelte politiche e pedagogiche fatte in risposta a questi fenomeni. Viene illustrata quella che il nostro Ministero della Pubblica Istruzione ha definito, nel 2007, “la via italiana per la scuola multiculturale e l’integrazione degli studenti stranieri” che assume la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola e come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze. La scuola può contribuire moltissimo alla creazione di una società aperta alle differenze culturali, ma non bastano le politiche educative per favorire una reale integrazione degli immigrati nella società. La riflessione sulla scuola viene quindi collegata a quella sulla legge di cittadinanza. La maggioranza degli studenti stranieri nelle nostre scuole sono immigrati “di seconda generazione”, nati e cresciuti nel nostro Paese, ma non cittadini italiani. La mancata approvazione della legge 2092/2015 sullo ius soli denota forti contraddizioni nel nostro modo di pensare la dimensione interculturale, oltre a creare un vuoto allarmante nelle nostre politiche per l’integrazione.

«A scuola nessuno è straniero» . Una riflessione su educazione, cittadinanza e inclusione

Zanazzi Silvia
2019

Abstract

L’intervento inizia con una “fotografia” dei profondi cambiamenti che hanno interessato la scuola italiana a seguito dei flussi migratori degli ultimi decenni, per poi soffermarsi sulle scelte politiche e pedagogiche fatte in risposta a questi fenomeni. Viene illustrata quella che il nostro Ministero della Pubblica Istruzione ha definito, nel 2007, “la via italiana per la scuola multiculturale e l’integrazione degli studenti stranieri” che assume la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola e come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze. La scuola può contribuire moltissimo alla creazione di una società aperta alle differenze culturali, ma non bastano le politiche educative per favorire una reale integrazione degli immigrati nella società. La riflessione sulla scuola viene quindi collegata a quella sulla legge di cittadinanza. La maggioranza degli studenti stranieri nelle nostre scuole sono immigrati “di seconda generazione”, nati e cresciuti nel nostro Paese, ma non cittadini italiani. La mancata approvazione della legge 2092/2015 sullo ius soli denota forti contraddizioni nel nostro modo di pensare la dimensione interculturale, oltre a creare un vuoto allarmante nelle nostre politiche per l’integrazione.
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