La città contemporanea è caratterizzata dalla continuità tra la parte urbana e la campagna. Non esiste più una distanza tra città percepibile o riconoscibile come paesaggio rurale o spazio di transizione tra un nucleo urbano e l’altro. Il territorio è così percepito come un continuum dove l’esperienza urbana del limite viene mediata dalla cartellonistica urbana. Ha ancora senso oggi parlare di misura e di limite di una città? I limiti amministrativi sono rappresentativi della reale misura di una città? Può il progetto architettonico dare risposte oggi sul tema della relazione tra la città e la sua misura rispetto al territorio e al paesaggio? La tematica è affrontata attraverso il caso studio di Paestum. Qui la città antica, con i resti della sua cinta muraria a vista, è circondata dalla città contemporanea, cresciuta al suo intorno, e da cui conserva una certa distanza conquistata nel tempo per salvaguardare l’area archeologica dall’espansione urbana. Lo studio della misura della città di Paestum passa attraverso la relazione tra la città antica e la città contemporanea. I resti dell’antica colonia sono riletti come segni e rapporti di misure che hanno costituito la base e il nucleo originario con cui si è continuato il disegno del territorio fino ai giorni nostri. La relazione tra la città di Paestum e la contemporanea Capaccio di cui è parte, diviene il tema per una riflessione sulla città e sul suo limite urbano. Se la colonia greca era caratterizzata dalla polis, la parte urbana, e dalla sua chora, il territorio extraurbano al suo intorno, quale è oggi la chora di Paestum? Può la chora di Paestum definire il limite della città contemporanea? Se da un lato può sembrare anacronistico parlare di misura per riferirsi alla città contemporanea, dall’altro lato la misura è una delle caratteristiche che può raccontare delle relazioni tra saperi che si occupano del territorio sotto punti di vista differenti. La misura infatti investe questioni che attraversano la città in maniera trasversale, sia da un punto di vista architettonico-urbano che da un punto di vista storico-culturale ed antropologico. L’obiettivo del presente contributo è investigare il ruolo che può avere oggi il progetto architettonico come strumento per rispondere alla complessa relazione che la città contemporanea ha costruito con il territorio al suo intorno attraverso lo studio del limite e della sua misura. La misura viene utilizzata come strumento di ricerca per mettere in luce i legami territoriali sospesi che raccontano la difficile relazione tra la città antica e la città contemporanea. Le relazioni sono investigate come tracce da cui partire per strutturare il progetto nella città contemporanea.

La misura della città come tema di progetto: il caso studio di Paestum

Luisa, SMERAGLIUOLO PERROTTA
2019

Abstract

La città contemporanea è caratterizzata dalla continuità tra la parte urbana e la campagna. Non esiste più una distanza tra città percepibile o riconoscibile come paesaggio rurale o spazio di transizione tra un nucleo urbano e l’altro. Il territorio è così percepito come un continuum dove l’esperienza urbana del limite viene mediata dalla cartellonistica urbana. Ha ancora senso oggi parlare di misura e di limite di una città? I limiti amministrativi sono rappresentativi della reale misura di una città? Può il progetto architettonico dare risposte oggi sul tema della relazione tra la città e la sua misura rispetto al territorio e al paesaggio? La tematica è affrontata attraverso il caso studio di Paestum. Qui la città antica, con i resti della sua cinta muraria a vista, è circondata dalla città contemporanea, cresciuta al suo intorno, e da cui conserva una certa distanza conquistata nel tempo per salvaguardare l’area archeologica dall’espansione urbana. Lo studio della misura della città di Paestum passa attraverso la relazione tra la città antica e la città contemporanea. I resti dell’antica colonia sono riletti come segni e rapporti di misure che hanno costituito la base e il nucleo originario con cui si è continuato il disegno del territorio fino ai giorni nostri. La relazione tra la città di Paestum e la contemporanea Capaccio di cui è parte, diviene il tema per una riflessione sulla città e sul suo limite urbano. Se la colonia greca era caratterizzata dalla polis, la parte urbana, e dalla sua chora, il territorio extraurbano al suo intorno, quale è oggi la chora di Paestum? Può la chora di Paestum definire il limite della città contemporanea? Se da un lato può sembrare anacronistico parlare di misura per riferirsi alla città contemporanea, dall’altro lato la misura è una delle caratteristiche che può raccontare delle relazioni tra saperi che si occupano del territorio sotto punti di vista differenti. La misura infatti investe questioni che attraversano la città in maniera trasversale, sia da un punto di vista architettonico-urbano che da un punto di vista storico-culturale ed antropologico. L’obiettivo del presente contributo è investigare il ruolo che può avere oggi il progetto architettonico come strumento per rispondere alla complessa relazione che la città contemporanea ha costruito con il territorio al suo intorno attraverso lo studio del limite e della sua misura. La misura viene utilizzata come strumento di ricerca per mettere in luce i legami territoriali sospesi che raccontano la difficile relazione tra la città antica e la città contemporanea. Le relazioni sono investigate come tracce da cui partire per strutturare il progetto nella città contemporanea.
978-88-909054-9-0
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