Il contributo è dedicato all’abitato di V-IV sec. a.C. del centro etrusco-sannitico di Pontecagnano alla luce delle informazioni acquisite in occasione dei lavori per l’ampliamento dell’autostrada SA/RC. Le indagini hanno interessato una fascia di ca. 2 km, consentendo di recuperare un significativo spaccato dell’abitato e dell’area sub-urbana. Lo scavo è stato integrato da uno studio multidisciplinare che ha consentito di ricostruire i tratti salienti del paesaggio antico e di delineare il complesso rapporto tra evoluzione e trasformazione dell’ambiente naturale e modalità di occupazione antropica tra l’età preistorica e quella tardo-antica. Di particolare rilievo sono le acquisizioni relative alla riorganizzazione dell’abitato di età tardo-arcaica: tra la fine del VI e gli inizi del V secolo i limiti dell’area urbana sono ridefiniti e marcati da mura con modalità che rimandano alle prescrizioni riferite dalla tradizione all’Etrusca disciplina; lo spazio interno è scandito da strade isorientate ed equidistanti, che definiscono un impianto per strigas simile a quelli di Poseidonia e Neapolis; ne risultano isolati allungati, divisi longitudinalmente in due fila di lotti abitativi. Nella fascia indagata i lotti accolgono unità abitative formate da due edifici disposti a L intorno a uno spazio aperto destinato a cortile e, probabilmente, a coltivazioni ortive e all’allevamento domestico.

Impianto urbano ed edilizia domestica tra età arcaica e classica a Pontecagnano

Carmine Pellegrino;Amedeo Rossi
2020

Abstract

Il contributo è dedicato all’abitato di V-IV sec. a.C. del centro etrusco-sannitico di Pontecagnano alla luce delle informazioni acquisite in occasione dei lavori per l’ampliamento dell’autostrada SA/RC. Le indagini hanno interessato una fascia di ca. 2 km, consentendo di recuperare un significativo spaccato dell’abitato e dell’area sub-urbana. Lo scavo è stato integrato da uno studio multidisciplinare che ha consentito di ricostruire i tratti salienti del paesaggio antico e di delineare il complesso rapporto tra evoluzione e trasformazione dell’ambiente naturale e modalità di occupazione antropica tra l’età preistorica e quella tardo-antica. Di particolare rilievo sono le acquisizioni relative alla riorganizzazione dell’abitato di età tardo-arcaica: tra la fine del VI e gli inizi del V secolo i limiti dell’area urbana sono ridefiniti e marcati da mura con modalità che rimandano alle prescrizioni riferite dalla tradizione all’Etrusca disciplina; lo spazio interno è scandito da strade isorientate ed equidistanti, che definiscono un impianto per strigas simile a quelli di Poseidonia e Neapolis; ne risultano isolati allungati, divisi longitudinalmente in due fila di lotti abitativi. Nella fascia indagata i lotti accolgono unità abitative formate da due edifici disposti a L intorno a uno spazio aperto destinato a cortile e, probabilmente, a coltivazioni ortive e all’allevamento domestico.
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