La vitalità dei territori è un tema che si compone di numerosi elementi e, tra questi, rappresentano un elemento nevralgico sia il controllo sulla compatibilità delle attività commerciali che si esercitano in base al carattere peculiare della città sia la permanenza di quelle attività che storicamente vi si svolgevano. Più sensibili del legislatore nazionale, anche per specifica vocazione istituzionale, le Regioni hanno per prime avvertito la necessità di apprestare una forma di tutela, per quanto "atipica"; in effetti, in diverse regioni si è dato avvio ad una serie di interventi innovativi in un’ottica di integrazione tra commercio, turismo e attività culturali, ponendo particolare attenzione alle botteghe storiche ed ai mercati di tradizione, che qualificano in maniera significativa i centri storici. Quanto ai contenuti delle norme di favore, il denominatore comune, posto come presupposto per il riconoscimento, cui consegue l'iscrizione in un albo, regionale o comunale, è dato dalla persistenza della medesima vocazione merceologica per oltre 50 anni e dalla presenza di caratteristiche storico-artistiche del locale in cui si svolge l'attività. Dalla disamina effettuata, si rileva come un tema comune alle diverse normative regionali sia proprio quello delle attività commerciali tipiche, in quanto si è affermata la consapevolezza che le attività tradizionali, non più riscontrabili altrove, costituiscono una risorsa addirittura imprescindibile per i nostri numerosi centri storici, in quanto elemento cardine della qualificazione dei territori.

La riqualificazione della rete distributiva nelle aree di valore culturale

Anna Fortunato
2020

Abstract

La vitalità dei territori è un tema che si compone di numerosi elementi e, tra questi, rappresentano un elemento nevralgico sia il controllo sulla compatibilità delle attività commerciali che si esercitano in base al carattere peculiare della città sia la permanenza di quelle attività che storicamente vi si svolgevano. Più sensibili del legislatore nazionale, anche per specifica vocazione istituzionale, le Regioni hanno per prime avvertito la necessità di apprestare una forma di tutela, per quanto "atipica"; in effetti, in diverse regioni si è dato avvio ad una serie di interventi innovativi in un’ottica di integrazione tra commercio, turismo e attività culturali, ponendo particolare attenzione alle botteghe storiche ed ai mercati di tradizione, che qualificano in maniera significativa i centri storici. Quanto ai contenuti delle norme di favore, il denominatore comune, posto come presupposto per il riconoscimento, cui consegue l'iscrizione in un albo, regionale o comunale, è dato dalla persistenza della medesima vocazione merceologica per oltre 50 anni e dalla presenza di caratteristiche storico-artistiche del locale in cui si svolge l'attività. Dalla disamina effettuata, si rileva come un tema comune alle diverse normative regionali sia proprio quello delle attività commerciali tipiche, in quanto si è affermata la consapevolezza che le attività tradizionali, non più riscontrabili altrove, costituiscono una risorsa addirittura imprescindibile per i nostri numerosi centri storici, in quanto elemento cardine della qualificazione dei territori.
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