Il lavoro si propone di razionalizzare un fenomeno – la paura del potere di firma con esaltazione della burocrazia difensiva fonte di inefficienza amministrativa pubblica – individuandone le cause da rinvenire in quella deriva sanzionatoria del procedimento penale che si pone fuori da ogni connotazione normativo-superiore di luogo di affermazione di garanzie. Da una tale impasse è possibile uscire solo attraverso una risposta di sistema capace di porre limite anche ad un diritto penale che vive l’incriminazione come fattore criminogeno. Da questo punto di vista, allora, è la ragionevolezza ordinamentale ( art. 3 cost.) che, così come in altri settori – cautelare e competitività dell’azione amministrativa -, porta a vedere in forme di legittimazione ex ante di condotte lesive la valorizzazione comparatistica di quella prognosi privilegiata statale quale soluzione in grado di costruire uno spazio libero dall’illecito da affidare ad un sussidiario autocontrollo penale in cui l’autonormazione pubblicistica sia capace di creare condizioni di liceità pre-determinate per un abuso d’ufficio che, privato della sua precettività penale, sia finalmente sottratto ad una seppur apprezzabile, per quanto casistica, deontologia delle indagini.

Efficienza nella amministrazione pubblica e controllo penale: fondamento e limiti della prognosi privilegiata statale

Sessa Antonino
2021

Abstract

Il lavoro si propone di razionalizzare un fenomeno – la paura del potere di firma con esaltazione della burocrazia difensiva fonte di inefficienza amministrativa pubblica – individuandone le cause da rinvenire in quella deriva sanzionatoria del procedimento penale che si pone fuori da ogni connotazione normativo-superiore di luogo di affermazione di garanzie. Da una tale impasse è possibile uscire solo attraverso una risposta di sistema capace di porre limite anche ad un diritto penale che vive l’incriminazione come fattore criminogeno. Da questo punto di vista, allora, è la ragionevolezza ordinamentale ( art. 3 cost.) che, così come in altri settori – cautelare e competitività dell’azione amministrativa -, porta a vedere in forme di legittimazione ex ante di condotte lesive la valorizzazione comparatistica di quella prognosi privilegiata statale quale soluzione in grado di costruire uno spazio libero dall’illecito da affidare ad un sussidiario autocontrollo penale in cui l’autonormazione pubblicistica sia capace di creare condizioni di liceità pre-determinate per un abuso d’ufficio che, privato della sua precettività penale, sia finalmente sottratto ad una seppur apprezzabile, per quanto casistica, deontologia delle indagini.
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