L’epoca attuale ci pone di fronte a continue e profonde trasformazioni dello spazio pubblico che, proprio per la sua innata vocazione alla reciprocità ed all’interattività, riflette umori e tendenze offrendole al pubblico che ne è parte attiva. In questo scenario simbolico - costantemente in divenire - lo spazio urbano contiene forme espressive che si mescolano e si sovrappongono dove l’arte contemporanea acquista un peso sempre maggiore di definizione e di identità. La dimensione aperta, spaziale e relazionale dell’arte ha finalmente concorso a rompere il silenzio provocato da un ambito chiuso e delimitato – come quello delle periferie – spezzando le catene e coinvolgendo, in modo diretto o indiretto, una rosa di testimoni sempre nuova ed in movimento. Probabilmente, niente e nessuno meglio dell’arte e dell’artista, riuscirebbe ad interpretare ed a raccontare la società e gli spazi che la contraddistinguono, raccogliendo le sfide culturali, sociali e tecnologiche decenni prima che esse incomincino a trasformare la società. In un contesto come quello della periferia orientale di Napoli, spesso codificata come uno spazio remoto, intransitato e a volte intransitabile, gli artisti - attraverso i loro murales - intendono promuovere una personale rivoluzione estetica del quotidiano, volta al riconoscimento dell’arte spontanea non solo come pratica di espressione e comunicazione ma anche di rivendicazione per un impiego alternativo dello spazio pubblico. Il caso dei murales nei quartieri di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, caratterizzati da svantaggio sociale, disoccupazione, criminalità e bassi tassi di istruzione, diventa un’opportunità per la comprensione di quelle resistenze creative che germogliano negli spazi interstiziali pubblici della città e per pensare alle periferie come preziose riserve di resilienza (Carta, 2013) su cui puntare per una complessiva riconversione e trasformazione del sistema urbano.

La periferia di Napoli e i suoi murales: da spazio pubblico marginale a luogo ritrovato.

Germana Citarella
2022-01-01

Abstract

L’epoca attuale ci pone di fronte a continue e profonde trasformazioni dello spazio pubblico che, proprio per la sua innata vocazione alla reciprocità ed all’interattività, riflette umori e tendenze offrendole al pubblico che ne è parte attiva. In questo scenario simbolico - costantemente in divenire - lo spazio urbano contiene forme espressive che si mescolano e si sovrappongono dove l’arte contemporanea acquista un peso sempre maggiore di definizione e di identità. La dimensione aperta, spaziale e relazionale dell’arte ha finalmente concorso a rompere il silenzio provocato da un ambito chiuso e delimitato – come quello delle periferie – spezzando le catene e coinvolgendo, in modo diretto o indiretto, una rosa di testimoni sempre nuova ed in movimento. Probabilmente, niente e nessuno meglio dell’arte e dell’artista, riuscirebbe ad interpretare ed a raccontare la società e gli spazi che la contraddistinguono, raccogliendo le sfide culturali, sociali e tecnologiche decenni prima che esse incomincino a trasformare la società. In un contesto come quello della periferia orientale di Napoli, spesso codificata come uno spazio remoto, intransitato e a volte intransitabile, gli artisti - attraverso i loro murales - intendono promuovere una personale rivoluzione estetica del quotidiano, volta al riconoscimento dell’arte spontanea non solo come pratica di espressione e comunicazione ma anche di rivendicazione per un impiego alternativo dello spazio pubblico. Il caso dei murales nei quartieri di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, caratterizzati da svantaggio sociale, disoccupazione, criminalità e bassi tassi di istruzione, diventa un’opportunità per la comprensione di quelle resistenze creative che germogliano negli spazi interstiziali pubblici della città e per pensare alle periferie come preziose riserve di resilienza (Carta, 2013) su cui puntare per una complessiva riconversione e trasformazione del sistema urbano.
9788894690118
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4811594
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