L’esistenza di asimmetrie di genere all’interno della società rappresenta un problema sul piano etico, sociale ed economico, contrastando i valori di uguaglianza e coesione sociale. A livello internazionale, l’innalzamento dei livelli di istruzione delle donne ha contribuito a promuoverne la partecipazione al mercato del lavoro e alimentarne le aspettative di realizzazione personale e successo professionale. Ciononostante, in Italia più che in altre democrazie, le donne stentano a tradurre nell’ambito lavorativo il successo raggiunto nell’istruzione. In particolare, nel mondo accademico sono numerose le difficoltà che incontrano le donne: dal difficile raggiungimento di un pari livello di sviluppo della propria carriera, alle particolari criticità in termini di popolazione femminile nelle aree scientifiche, alla generale tendenza ad un maggiore livello di precariato rispetto ai colleghi uomini. Gli ostacoli che le donne incontrano nell’accesso alla carriera universitaria si riflettono poi in tutti gli organi di governo delle università. L’attuale emergenza sanitaria da COVID-19, rimodellando i tempi di vita e lavoro e la stessa geografia urbana, ha aggravato ulteriormente tale situazione femminile e ha evidenziato tragicamente le debolezze del nostro sistema di welfare familistico. Lo scopo di questo contributo è analizzare le principali criticità emerse in times of crisi e le iniziative intraprese dall'Università degli Studi di Salerno, in Italia, finalizzate a valorizzare la differenza di genere ed evitare che continui ad essere fonte di potenziale discriminazione. L’Unversità, infatti, ha recentemente adottato un piano per l'uguaglianza di genere che delinea una serie di azioni concrete volte ad assicurare una piena partecipazione di uomini e donne alla ricerca scientifica e alla vita organizzativa dell’università. Un progetto che assicura pari opportunità, migliora il benessere delle persone e, non da ultimo, fa dell’Università di Salerno un modello di “best practice” sul piano nazionale ed europeo.

Pari opportunità e cultura delle differenze nelle istituzioni accademiche

Ornella Malandrino;Amelia Filippelli;Monica Malandrino;Daniela Sica;Teresa Iannaccone
2022-01-01

Abstract

L’esistenza di asimmetrie di genere all’interno della società rappresenta un problema sul piano etico, sociale ed economico, contrastando i valori di uguaglianza e coesione sociale. A livello internazionale, l’innalzamento dei livelli di istruzione delle donne ha contribuito a promuoverne la partecipazione al mercato del lavoro e alimentarne le aspettative di realizzazione personale e successo professionale. Ciononostante, in Italia più che in altre democrazie, le donne stentano a tradurre nell’ambito lavorativo il successo raggiunto nell’istruzione. In particolare, nel mondo accademico sono numerose le difficoltà che incontrano le donne: dal difficile raggiungimento di un pari livello di sviluppo della propria carriera, alle particolari criticità in termini di popolazione femminile nelle aree scientifiche, alla generale tendenza ad un maggiore livello di precariato rispetto ai colleghi uomini. Gli ostacoli che le donne incontrano nell’accesso alla carriera universitaria si riflettono poi in tutti gli organi di governo delle università. L’attuale emergenza sanitaria da COVID-19, rimodellando i tempi di vita e lavoro e la stessa geografia urbana, ha aggravato ulteriormente tale situazione femminile e ha evidenziato tragicamente le debolezze del nostro sistema di welfare familistico. Lo scopo di questo contributo è analizzare le principali criticità emerse in times of crisi e le iniziative intraprese dall'Università degli Studi di Salerno, in Italia, finalizzate a valorizzare la differenza di genere ed evitare che continui ad essere fonte di potenziale discriminazione. L’Unversità, infatti, ha recentemente adottato un piano per l'uguaglianza di genere che delinea una serie di azioni concrete volte ad assicurare una piena partecipazione di uomini e donne alla ricerca scientifica e alla vita organizzativa dell’università. Un progetto che assicura pari opportunità, migliora il benessere delle persone e, non da ultimo, fa dell’Università di Salerno un modello di “best practice” sul piano nazionale ed europeo.
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