Il saggio esamina l’enantiosemia, cioè la presenza di accezioni opposte in una stessa parola, collocandola nel quadro della polisemia tipica delle lingue storico‑naturali, caratterizzate da vaghezza semantica e capacità di estendere i significati («fino ad abbracciare sensi nuovi e imprevedibili» ). Viene proposta una tipologia in nove gruppi di opposizioni semantiche, mostrando che tali fenomeni non sono irregolari ma rispondono a principi metonimici e metaforici. L’autrice sostiene che le accezioni “opposte” condividono un nucleo concettuale comune e derivano dall’estensibilità di concetti astratti o da relazioni bipolari (come nel caso di affittare, che significa sia “dare” sia “prendere in affitto”). L’enantiosemia è dunque interpretata come una forma regolare di variazione polisemica, non come contraddizione interna al lessico.

Perché in italiano affittare vuol dire sia ‘dare in affitto’, sia ‘prendere in affitto’?

GRAZIA BASILE
2024

Abstract

Il saggio esamina l’enantiosemia, cioè la presenza di accezioni opposte in una stessa parola, collocandola nel quadro della polisemia tipica delle lingue storico‑naturali, caratterizzate da vaghezza semantica e capacità di estendere i significati («fino ad abbracciare sensi nuovi e imprevedibili» ). Viene proposta una tipologia in nove gruppi di opposizioni semantiche, mostrando che tali fenomeni non sono irregolari ma rispondono a principi metonimici e metaforici. L’autrice sostiene che le accezioni “opposte” condividono un nucleo concettuale comune e derivano dall’estensibilità di concetti astratti o da relazioni bipolari (come nel caso di affittare, che significa sia “dare” sia “prendere in affitto”). L’enantiosemia è dunque interpretata come una forma regolare di variazione polisemica, non come contraddizione interna al lessico.
2024
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4854992
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