Il saggio analizza il concetto di "optima Respublica" in Leibniz e in altri autori del XVII. secolo, dai pensatori più vicini all'aristotelismo (Hoppers, Conring) agli utopisti come Campanella. Pur negando che Leibniz sia un utopista e vedendolo piuttosto come un erede dell'aristotelismo che introduce nuovi strumenti e dispositivi per governare l'evoluzione sociale e pilotarla verso una maggiore felicità, il saggio sottolinea che comunque Leibniz prende dall'utopia degli stimoli importanti e che lo conducono anche a domande a cui il suo pensiero politico non riesce a dare una risposta.

L'Optima Respublica in Leibniz. Un'utopia, un teologumeno, una casella vuota?

F. Piro
2026

Abstract

Il saggio analizza il concetto di "optima Respublica" in Leibniz e in altri autori del XVII. secolo, dai pensatori più vicini all'aristotelismo (Hoppers, Conring) agli utopisti come Campanella. Pur negando che Leibniz sia un utopista e vedendolo piuttosto come un erede dell'aristotelismo che introduce nuovi strumenti e dispositivi per governare l'evoluzione sociale e pilotarla verso una maggiore felicità, il saggio sottolinea che comunque Leibniz prende dall'utopia degli stimoli importanti e che lo conducono anche a domande a cui il suo pensiero politico non riesce a dare una risposta.
2026
979-12-82299-22-0
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4937095
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact