Il presente contributo esplora il ruolo specifico della Psicologia Dinamica nella formazione degli insegnanti di sostegno, evidenziando la complementarità tra gli studi sul brain e quelli sul mind nella comprensione dello sviluppo infantile e delle relazioni educative. A partire dalle principali teorie psicodinamiche classiche e contemporanee, il lavoro sostiene che il funzionamento cognitivo non possa essere separato dalle dimensioni emotive e relazionali. Attraverso i contributi di Sullivan, Bowlby, Tronick, Fonagy e della psicologia dello sviluppo contemporanea, viene analizzato il modo in cui le prime interazioni tra bambino e caregiver plasmano la regolazione emotiva, la comunicazione, la mentalizzazione e i processi di apprendimento. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra sintonizzazione affettiva, funzione riflessiva e pratiche educative inclusive. Il contributo mette in discussione l’idea comune secondo cui solo la madre sarebbe in grado di comprendere intuitivamente il bambino, sostenendo invece che anche l’insegnante di sostegno possa sviluppare competenze relazionali capaci di favorire contenimento emotivo e integrazione cognitiva nei bambini con difficoltà evolutive o comportamentali. Attraverso una discussione teorica e la presentazione di un caso clinico-educativo relativo a un bambino con diagnosi di iperattività e deficit attentivo, l’articolo mostra come interventi educativi fondati sulla sintonizzazione emotiva possano trasformare comportamenti oppositivi e disturbanti in occasioni di relazione e apprendimento. Il lavoro conclude che la prospettiva psicodinamica offre strumenti fondamentali per una pedagogia inclusiva, sottolineando come il comprendere emotivamente preceda e organizzi il funzionamento cognitivo. Ne consegue la necessità di una formazione degli insegnanti di sostegno orientata allo sviluppo di competenze di comunicazione emotiva, mentalizzazione e osservazione relazionale, al fine di promuovere contesti educativi efficaci e umanamente significativi.
Il bambino muto lo capisce non solo la mamma ma anche l’insegnante di sostegno
Ruggero Andrisano Ruggieri
2026
Abstract
Il presente contributo esplora il ruolo specifico della Psicologia Dinamica nella formazione degli insegnanti di sostegno, evidenziando la complementarità tra gli studi sul brain e quelli sul mind nella comprensione dello sviluppo infantile e delle relazioni educative. A partire dalle principali teorie psicodinamiche classiche e contemporanee, il lavoro sostiene che il funzionamento cognitivo non possa essere separato dalle dimensioni emotive e relazionali. Attraverso i contributi di Sullivan, Bowlby, Tronick, Fonagy e della psicologia dello sviluppo contemporanea, viene analizzato il modo in cui le prime interazioni tra bambino e caregiver plasmano la regolazione emotiva, la comunicazione, la mentalizzazione e i processi di apprendimento. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra sintonizzazione affettiva, funzione riflessiva e pratiche educative inclusive. Il contributo mette in discussione l’idea comune secondo cui solo la madre sarebbe in grado di comprendere intuitivamente il bambino, sostenendo invece che anche l’insegnante di sostegno possa sviluppare competenze relazionali capaci di favorire contenimento emotivo e integrazione cognitiva nei bambini con difficoltà evolutive o comportamentali. Attraverso una discussione teorica e la presentazione di un caso clinico-educativo relativo a un bambino con diagnosi di iperattività e deficit attentivo, l’articolo mostra come interventi educativi fondati sulla sintonizzazione emotiva possano trasformare comportamenti oppositivi e disturbanti in occasioni di relazione e apprendimento. Il lavoro conclude che la prospettiva psicodinamica offre strumenti fondamentali per una pedagogia inclusiva, sottolineando come il comprendere emotivamente preceda e organizzi il funzionamento cognitivo. Ne consegue la necessità di una formazione degli insegnanti di sostegno orientata allo sviluppo di competenze di comunicazione emotiva, mentalizzazione e osservazione relazionale, al fine di promuovere contesti educativi efficaci e umanamente significativi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


