Il presente contributo esamina il complesso dispositivo celebrativo messo in atto in occasione del centenario della nascita e del cinquan- tenario della morte di Giuseppe Martucci (1856-1909), con partico- lare attenzione all’attività del Comitato per le celebrazioni istituito nel 1956. La figura di Martucci, cruciale per il rinnovamento del lin- guaggio musicale italiano nella direzione della musica strumentale e sinfonica, viene indagata nel contesto della costruzione della memoria culturale nella seconda metà del Novecento. Attraverso un’analisi di fonti primarie archivistiche – in gran par- te dattiloscritte, con trascrizione delle lettere manoscritte – il saggio ricostruisce la genesi, la composizione e le finalità del Comitato, com- posto da circa cento membri provenienti da ambiti eterogenei: mu- sicologi, compositori, editori, esecutori, dirigenti pubblici, nonché figure simboliche del concertismo internazionale come Arturo Tosca- nini. La varietà dei profili e la trasversalità istituzionale evidenziano il valore strategico attribuito all’operazione celebrativa come strumento di politica culturale e consolidamento identitario. L’approccio metodologico, fondato su un equilibrio tra indagine pro- sopografica e ricostruzione storico-istituzionale, si avvale di un ampio apparato di note bio-bibliografiche per documentare in modo sistema- tico i soggetti coinvolti. La ricostruzione evidenzia il ruolo delle celebra- zioni nel quadro della rinascita culturale postbellica, in un momento di ridefinizione del canone nazionale e di apertura verso un’idea di cultura musicale europea non più subordinata al modello melodrammatico. Infine, il saggio accenna al carattere performativo delle celebra- zioni, che rappresentarono un momento propulsivo per il rilancio dell’opera martucciana e contribuirono alla visibilità di giovani inter- preti destinati a una carriera di rilievo, tra cui Roberto De Simone e Salvatore Accardo. L’indagine propone una lettura delle celebrazioni martucciane come caso esemplare di mediazione tra tradizione e mo- dernità, memoria e progettualità, in un frangente storico cruciale per la ridefinizione dell’identità musicale italiana.
Ricordando Giuseppe Martucci: un’analisi del Comitato per le celebrazioni, in "Ai confini d’Europa Influenza della cultura musicale mitteleuropea in Giuseppe Martucci e Michele Esposito", v. II, a cura di Nunzia De Falco, Catello Gallotti, Marina Mezzina.
Angelo Plaitano
2025
Abstract
Il presente contributo esamina il complesso dispositivo celebrativo messo in atto in occasione del centenario della nascita e del cinquan- tenario della morte di Giuseppe Martucci (1856-1909), con partico- lare attenzione all’attività del Comitato per le celebrazioni istituito nel 1956. La figura di Martucci, cruciale per il rinnovamento del lin- guaggio musicale italiano nella direzione della musica strumentale e sinfonica, viene indagata nel contesto della costruzione della memoria culturale nella seconda metà del Novecento. Attraverso un’analisi di fonti primarie archivistiche – in gran par- te dattiloscritte, con trascrizione delle lettere manoscritte – il saggio ricostruisce la genesi, la composizione e le finalità del Comitato, com- posto da circa cento membri provenienti da ambiti eterogenei: mu- sicologi, compositori, editori, esecutori, dirigenti pubblici, nonché figure simboliche del concertismo internazionale come Arturo Tosca- nini. La varietà dei profili e la trasversalità istituzionale evidenziano il valore strategico attribuito all’operazione celebrativa come strumento di politica culturale e consolidamento identitario. L’approccio metodologico, fondato su un equilibrio tra indagine pro- sopografica e ricostruzione storico-istituzionale, si avvale di un ampio apparato di note bio-bibliografiche per documentare in modo sistema- tico i soggetti coinvolti. La ricostruzione evidenzia il ruolo delle celebra- zioni nel quadro della rinascita culturale postbellica, in un momento di ridefinizione del canone nazionale e di apertura verso un’idea di cultura musicale europea non più subordinata al modello melodrammatico. Infine, il saggio accenna al carattere performativo delle celebra- zioni, che rappresentarono un momento propulsivo per il rilancio dell’opera martucciana e contribuirono alla visibilità di giovani inter- preti destinati a una carriera di rilievo, tra cui Roberto De Simone e Salvatore Accardo. L’indagine propone una lettura delle celebrazioni martucciane come caso esemplare di mediazione tra tradizione e mo- dernità, memoria e progettualità, in un frangente storico cruciale per la ridefinizione dell’identità musicale italiana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


