Il contributo vuole proporre una ricostruzione del ruolo avuto dagli attori nella nascita e nello sviluppo del teatro ateniese nel periodo compreso tra V e IV secolo a.C: tale ricostruzione è condotta attraverso la raccolta e l’esame di alcune testimonianze aneddotiche (ricavabili da diversi generi della letteratura greca) dedicate ad attori antichi più o meno celebri. Mediante questa antologia di “memorie attoriali” è possibile evidenziare per l’attore greco un processo di graduale affermazione e di conquista di uno status sociale sempre più rilevante e riconosciuto, che va di pari passo ad una sempre più marcata consapevolezza professionale. Purtuttavia, appare innegabile che proprio a questa maggiore affermazione degli attori, dei quali nelle fonti di IV secolo si celebrano le doti artistiche e performative (la modulazione della voce, le abilità mimetiche, la capacità di immedesimarsi nei vari personaggi giocati etc.) faccia da contraltare una crisi sistemica di quel teatro politico e paideutico che ha conosciuto il suo punto di maggiore splendore nella Atene democratica di V secolo (quella della celeberrima triade tragica Eschilo, Sofocle ed Euripide).

«UNA SVENTURATA EREDITÀ». IL MESTIERE DELL’ATTORE E LE “MAGNIFICHE SORTI” DEL TEATRO DEI GRECI

S. Amendola
2025

Abstract

Il contributo vuole proporre una ricostruzione del ruolo avuto dagli attori nella nascita e nello sviluppo del teatro ateniese nel periodo compreso tra V e IV secolo a.C: tale ricostruzione è condotta attraverso la raccolta e l’esame di alcune testimonianze aneddotiche (ricavabili da diversi generi della letteratura greca) dedicate ad attori antichi più o meno celebri. Mediante questa antologia di “memorie attoriali” è possibile evidenziare per l’attore greco un processo di graduale affermazione e di conquista di uno status sociale sempre più rilevante e riconosciuto, che va di pari passo ad una sempre più marcata consapevolezza professionale. Purtuttavia, appare innegabile che proprio a questa maggiore affermazione degli attori, dei quali nelle fonti di IV secolo si celebrano le doti artistiche e performative (la modulazione della voce, le abilità mimetiche, la capacità di immedesimarsi nei vari personaggi giocati etc.) faccia da contraltare una crisi sistemica di quel teatro politico e paideutico che ha conosciuto il suo punto di maggiore splendore nella Atene democratica di V secolo (quella della celeberrima triade tragica Eschilo, Sofocle ed Euripide).
2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4955015
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