Il contributo esamina la rappresentazione dei nani nel teatro del Siglo de Oro, a partire dalla definizione stigmatizzante di Covarrubias («naturaleza quiso hacer en ellos un juguete de burlas»). Attraverso circa 200 occorrenze in 180 opere, distingue tra "enanos de palabra", quasi sempre associati a deformità, marginalità e funzioni stereotipate (parassiti di palazzo, figure caballeresche, messaggeri), ed "enanos de carne y hueso", rari ma significativi, presenti in opere come Averígüelo Vargas, El mayor encanto, amor o El conde de Irlos. L’analisi mostra come il teatro aureo spagnolo utilizzi i personaggi acondroplasici come figure liminali funzionali alla comicità, alla gerarchizzazione sociale e alla teatralizzazione della differenza.
“Naturaleza quiso hacer en ellos un juguete de burlas”: enanos en el teatro áureo
daniele crivellari
2026
Abstract
Il contributo esamina la rappresentazione dei nani nel teatro del Siglo de Oro, a partire dalla definizione stigmatizzante di Covarrubias («naturaleza quiso hacer en ellos un juguete de burlas»). Attraverso circa 200 occorrenze in 180 opere, distingue tra "enanos de palabra", quasi sempre associati a deformità, marginalità e funzioni stereotipate (parassiti di palazzo, figure caballeresche, messaggeri), ed "enanos de carne y hueso", rari ma significativi, presenti in opere come Averígüelo Vargas, El mayor encanto, amor o El conde de Irlos. L’analisi mostra come il teatro aureo spagnolo utilizzi i personaggi acondroplasici come figure liminali funzionali alla comicità, alla gerarchizzazione sociale e alla teatralizzazione della differenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


