Il presente contributo mira ad esplorare criticamente le opportunità e le problematiche legate all’introduzione delle tecnologie affettive nei contesti educativi. In particolare, nell’attuale scenario di innovazione didattica, l’impiego delle Emotional Artificial Intelligence (EAI) emerge come vettore trasformativo dei processi educativi, specialmente in relazione allo sviluppo delle competenze socio- emotive e all’inclusione scolastica. Tali tecnologie, basate su sistemi avanzati di rilevazione automatizzata delle emozioni che integrano machine learning, computer vision e analisi di dati biometrici, consentono di monitorare e interpretare gli stati affettivi e cognitivi in tempo reale, favorendo i processi di personalizzazione incentrati sul benessere dell’alunno (Picard, 2000). La modellizzazione computazionale dell’affettività umana, tuttavia, ignorando le dimensioni fenomenologico-contestuali, rischia di ridurre la complessità dell’esperienza emotiva a classificazioni rigide e standardizzate, esponendo a bias interpretativi, con effetti discriminatori verso soggettività non conformi agli standard neurotipici o culturali dominanti (Crawford, 2021). In tale cornice, l'educazione odierna si colloca in una condizione di sospensione tra realtà materiale e dimensione virtuale, rischiando di smarrire la centralità epistemica della relazione incarnata, intesa come presenza, sguardo e reciprocità affettiva quale fondamenti generativi del senso pedagogico (Attina & Martino, 2016). Per affrontare tali criticità, risulta fondamentale sviluppare specifiche competenze professionali in materia di AI literacy, in grado di integrare conoscenze tecniche e consapevolezza etica, al fine di elaborare un framework pedagogico integrato fondato sulle neuroscienze affettive, sull’educazione socio-emotiva e sui principi di giustizia algoritmica e tecnologica, che assuma l’emozione come dimensione fondante del processo di apprendimento (Immordino-Yang, 2016). L'utilizzo dell’EAI in ambito educativo non va inteso come tentativo di soppiantare la dimensione relazionale umana, quanto piuttosto di fungere da supporto integrativo per creare ecosistemi più inclusivi, in grado di rispondere più efficacemente alla complessità emotiva degli educandi. Se orientate da un’intenzionalità consapevole, tali tecnologie possono contribuire a un rinnovamento profondo dell’azione educativa, ridefinendo i confini tra corpo, emozione e tecnologia. In tal senso, la cyberpedagogia offre una cornice utile per ripensare l’ecologia relazionale uomo-macchina e interrogare criticamente le implicazioni antropologiche di questa ibridazione (Attina & Martino, 2016). È ragionevole, dunque, immaginare che l'uso di tali tecnologie non possa essere guidato dalla ingenua logica della propagazione automatica degli effetti (Rivoltella, 2017) richiedendo, piuttosto, interventi mirati di capacity building che ne rendano efficace e consapevole l'integrazione nelle pratiche educative.
Emozioni artificiali: sfide e prospettive per una nuova ecologia educativa
Daniele NICOLELLA
2025
Abstract
Il presente contributo mira ad esplorare criticamente le opportunità e le problematiche legate all’introduzione delle tecnologie affettive nei contesti educativi. In particolare, nell’attuale scenario di innovazione didattica, l’impiego delle Emotional Artificial Intelligence (EAI) emerge come vettore trasformativo dei processi educativi, specialmente in relazione allo sviluppo delle competenze socio- emotive e all’inclusione scolastica. Tali tecnologie, basate su sistemi avanzati di rilevazione automatizzata delle emozioni che integrano machine learning, computer vision e analisi di dati biometrici, consentono di monitorare e interpretare gli stati affettivi e cognitivi in tempo reale, favorendo i processi di personalizzazione incentrati sul benessere dell’alunno (Picard, 2000). La modellizzazione computazionale dell’affettività umana, tuttavia, ignorando le dimensioni fenomenologico-contestuali, rischia di ridurre la complessità dell’esperienza emotiva a classificazioni rigide e standardizzate, esponendo a bias interpretativi, con effetti discriminatori verso soggettività non conformi agli standard neurotipici o culturali dominanti (Crawford, 2021). In tale cornice, l'educazione odierna si colloca in una condizione di sospensione tra realtà materiale e dimensione virtuale, rischiando di smarrire la centralità epistemica della relazione incarnata, intesa come presenza, sguardo e reciprocità affettiva quale fondamenti generativi del senso pedagogico (Attina & Martino, 2016). Per affrontare tali criticità, risulta fondamentale sviluppare specifiche competenze professionali in materia di AI literacy, in grado di integrare conoscenze tecniche e consapevolezza etica, al fine di elaborare un framework pedagogico integrato fondato sulle neuroscienze affettive, sull’educazione socio-emotiva e sui principi di giustizia algoritmica e tecnologica, che assuma l’emozione come dimensione fondante del processo di apprendimento (Immordino-Yang, 2016). L'utilizzo dell’EAI in ambito educativo non va inteso come tentativo di soppiantare la dimensione relazionale umana, quanto piuttosto di fungere da supporto integrativo per creare ecosistemi più inclusivi, in grado di rispondere più efficacemente alla complessità emotiva degli educandi. Se orientate da un’intenzionalità consapevole, tali tecnologie possono contribuire a un rinnovamento profondo dell’azione educativa, ridefinendo i confini tra corpo, emozione e tecnologia. In tal senso, la cyberpedagogia offre una cornice utile per ripensare l’ecologia relazionale uomo-macchina e interrogare criticamente le implicazioni antropologiche di questa ibridazione (Attina & Martino, 2016). È ragionevole, dunque, immaginare che l'uso di tali tecnologie non possa essere guidato dalla ingenua logica della propagazione automatica degli effetti (Rivoltella, 2017) richiedendo, piuttosto, interventi mirati di capacity building che ne rendano efficace e consapevole l'integrazione nelle pratiche educative.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


