Era il 1968 quando Evelyn Sullerot, nel suo testo dedicato al lavoro delle donne, scriveva: “Questo libro è dedicato a tutti coloro che, uomini o donne, professano sul lavoro delle donne opinioni totalmente concluse o assolute: sia che lo deplorino, come una mostruosa caratteristica dei nostri giorni, sia che ne facciano una sorta di toccasana, o la sola strada aperta oggi alla donna, senza vederne le difficoltà. Più in particolare, questo libro è dedicato a tutti quelli che usano ripetere: oggi che la donna lavora” Circa trent’anni dopo, richiamando il testo di Sullerot, nell’introduzione di un importante volume dal titolo Il lavoro delle donne, Angela Groppi aggiungeva: “A circa trent’anni da quella data il quadro di riferimento è profondamente mutato […]. Il senso comune continua ad avere soprassalti – compiaciuti o ansiosi – quando le donne irrompono in qualche cittadella tradizionalmente maschile, ma nel complesso appare pacificato, per lo meno a livello di discorso sulla normalità del lavoro femminile fuori dalle mura domestiche. Le inchieste ufficiali si interrogano in maniera specifica su natura e qualità del lavoro delle donne, misurandone la portata rispetto a quello maschile e tenendo conto nel computo anche delle attività non destinate al mercato e quindi non retribuite”. Pubblicati a trent’anni di distanza l’uno dall’altra, i due testi consentono di tracciare, con relativa precisione, il perimetro di idee, ragionamenti e anche stereotipi che per decenni hanno caratterizzato la riflessione relativa al lavoro delle donne. Un trentennio dopo, in una società che per diversi aspetti è profondamente mutata, non solo per ragioni di politica economica ma anche perché è significativamente in- vecchiata, sembra meritorio valutare se quel perimetro conservi una certa validità. Risulta assai utile, a tal fine, il testo di Luisa Corazza Il lavoro delle donne? Una questio- ne redistributiva, il quale fornisce un’analisi accurata delle trasformazioni che il lavoro delle donne ha subito negli ultimi decenni e ci aiuta a smentire alcuni dei più diffusi (e perniciosi) luoghi comuni che ancora lo caratterizzano

Oggi che la donna lavora… Riflessioni sul lavoro in una prospettiva di genere

Anna CAVALIERE
2026

Abstract

Era il 1968 quando Evelyn Sullerot, nel suo testo dedicato al lavoro delle donne, scriveva: “Questo libro è dedicato a tutti coloro che, uomini o donne, professano sul lavoro delle donne opinioni totalmente concluse o assolute: sia che lo deplorino, come una mostruosa caratteristica dei nostri giorni, sia che ne facciano una sorta di toccasana, o la sola strada aperta oggi alla donna, senza vederne le difficoltà. Più in particolare, questo libro è dedicato a tutti quelli che usano ripetere: oggi che la donna lavora” Circa trent’anni dopo, richiamando il testo di Sullerot, nell’introduzione di un importante volume dal titolo Il lavoro delle donne, Angela Groppi aggiungeva: “A circa trent’anni da quella data il quadro di riferimento è profondamente mutato […]. Il senso comune continua ad avere soprassalti – compiaciuti o ansiosi – quando le donne irrompono in qualche cittadella tradizionalmente maschile, ma nel complesso appare pacificato, per lo meno a livello di discorso sulla normalità del lavoro femminile fuori dalle mura domestiche. Le inchieste ufficiali si interrogano in maniera specifica su natura e qualità del lavoro delle donne, misurandone la portata rispetto a quello maschile e tenendo conto nel computo anche delle attività non destinate al mercato e quindi non retribuite”. Pubblicati a trent’anni di distanza l’uno dall’altra, i due testi consentono di tracciare, con relativa precisione, il perimetro di idee, ragionamenti e anche stereotipi che per decenni hanno caratterizzato la riflessione relativa al lavoro delle donne. Un trentennio dopo, in una società che per diversi aspetti è profondamente mutata, non solo per ragioni di politica economica ma anche perché è significativamente in- vecchiata, sembra meritorio valutare se quel perimetro conservi una certa validità. Risulta assai utile, a tal fine, il testo di Luisa Corazza Il lavoro delle donne? Una questio- ne redistributiva, il quale fornisce un’analisi accurata delle trasformazioni che il lavoro delle donne ha subito negli ultimi decenni e ci aiuta a smentire alcuni dei più diffusi (e perniciosi) luoghi comuni che ancora lo caratterizzano
2026
9788895380735
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4965137
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