Nel nostro Paese la transizione demografica si realizza come da manuale: è in atto un invecchiamento, ma al contempo un de-ingiovanimento della popolazione, vale a dire una progressiva riduzione delle nascite. Un fenomeno così macroscopico risulta evidentemente sfidante da diversi punti di vista: per il potere politico, per il mercato e anche per la riflessione teorica. Occorre domandarsi se e come l’invecchiamento della popolazione metta in pericolo la tutela dei diritti e determini la necessità di un ripensamento di alcuni istituti dello stato sociale: la transizione impone di affrontare in maniera particolare la trasforma-zione del concetto di lavoro nel nostro ordinamento. Questo vale in un duplice senso, vale a dire sia in relazione a cosa sia il lavoro, ovvero quali attività umane possano definirsi tali, sia in rapporto a quanto duri lo status di lavoratore e quanta parte della vita di una persona debba occupare il lavoro, risultando questo condizionante per il godi-mento dei diritti2. Le due questioni appaiono connesse ma non del tutto sovrapponibili. La seconda, in particolare, che potrebbe sembra-re meramente quantitativa – quanti anni le persone devono passare a lavorare – è anche qualitativa, perché mette alla prova la portata inclusiva della nostra democrazia, valutandone il carattere sostanziale
Longevity Shock. Transizione demografica, stato sociale e older workers
Anna CAVALIERE
2026
Abstract
Nel nostro Paese la transizione demografica si realizza come da manuale: è in atto un invecchiamento, ma al contempo un de-ingiovanimento della popolazione, vale a dire una progressiva riduzione delle nascite. Un fenomeno così macroscopico risulta evidentemente sfidante da diversi punti di vista: per il potere politico, per il mercato e anche per la riflessione teorica. Occorre domandarsi se e come l’invecchiamento della popolazione metta in pericolo la tutela dei diritti e determini la necessità di un ripensamento di alcuni istituti dello stato sociale: la transizione impone di affrontare in maniera particolare la trasforma-zione del concetto di lavoro nel nostro ordinamento. Questo vale in un duplice senso, vale a dire sia in relazione a cosa sia il lavoro, ovvero quali attività umane possano definirsi tali, sia in rapporto a quanto duri lo status di lavoratore e quanta parte della vita di una persona debba occupare il lavoro, risultando questo condizionante per il godi-mento dei diritti2. Le due questioni appaiono connesse ma non del tutto sovrapponibili. La seconda, in particolare, che potrebbe sembra-re meramente quantitativa – quanti anni le persone devono passare a lavorare – è anche qualitativa, perché mette alla prova la portata inclusiva della nostra democrazia, valutandone il carattere sostanzialeI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


