l contributo analizza la voce Éclectisme redatta da Denis Diderot per il quinto volume dell’Encyclopédie (1755), con particolare attenzione alle radici greche dell’eclettismo e alla figura di Potamone di Alessandria, tradizionalmente considerato il fondatore della scuola eclettica antica. Attraverso il confronto con la Historia critica philosophiae di Jacob Brucker e l’esame delle testimonianze antiche, tra cui Diogene Laerzio, la Suda e Porfirio, lo studio indaga il rapporto tra la ricostruzione storiografica delle dottrine filosofiche e la concezione diderotiana dell’eclettismo come metodo critico fondato sull’autonomia del giudizio, sull’esperienza e sulla ragione. L’analisi evidenzia come Diderot, pur riprendendo e rielaborando materiali provenienti dalla tradizione erudita, attribuisca all’eclettismo un significato che supera la semplice appartenenza a una scuola filosofica, configurandolo come atteggiamento etico e intellettuale caratterizzato dal rifiuto dell’autorità e dalla libera selezione delle dottrine. In questa prospettiva, la figura di Potamone assume un valore emblematico: il tentativo di organizzare l’eclettismo in una scuola dotata di un fondatore e di seguaci rivela una contraddizione rispetto ai principi di indipendenza e libertà del pensiero che ne costituiscono il fondamento. Il giudizio critico espresso da Diderot sul filosofo alessandrino consente così di mettere in luce la funzione programmatica della voce enciclopedica, nella quale la storia della filosofia diviene strumento di riflessione metodologica e di formazione di un pensiero autonomo, coerentemente con gli ideali culturali dell’Illuminismo.
Diderot, l’Encyclopédie e le radici greche dell’Eclettismo: l’affaire Potamone
Amendola, Stefano
2026
Abstract
l contributo analizza la voce Éclectisme redatta da Denis Diderot per il quinto volume dell’Encyclopédie (1755), con particolare attenzione alle radici greche dell’eclettismo e alla figura di Potamone di Alessandria, tradizionalmente considerato il fondatore della scuola eclettica antica. Attraverso il confronto con la Historia critica philosophiae di Jacob Brucker e l’esame delle testimonianze antiche, tra cui Diogene Laerzio, la Suda e Porfirio, lo studio indaga il rapporto tra la ricostruzione storiografica delle dottrine filosofiche e la concezione diderotiana dell’eclettismo come metodo critico fondato sull’autonomia del giudizio, sull’esperienza e sulla ragione. L’analisi evidenzia come Diderot, pur riprendendo e rielaborando materiali provenienti dalla tradizione erudita, attribuisca all’eclettismo un significato che supera la semplice appartenenza a una scuola filosofica, configurandolo come atteggiamento etico e intellettuale caratterizzato dal rifiuto dell’autorità e dalla libera selezione delle dottrine. In questa prospettiva, la figura di Potamone assume un valore emblematico: il tentativo di organizzare l’eclettismo in una scuola dotata di un fondatore e di seguaci rivela una contraddizione rispetto ai principi di indipendenza e libertà del pensiero che ne costituiscono il fondamento. Il giudizio critico espresso da Diderot sul filosofo alessandrino consente così di mettere in luce la funzione programmatica della voce enciclopedica, nella quale la storia della filosofia diviene strumento di riflessione metodologica e di formazione di un pensiero autonomo, coerentemente con gli ideali culturali dell’Illuminismo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


