The book moves and re-launches the perceptual, existential and theoretical anxiousness posed by the formless to the aesthetic, the theories of art and image, today just like yesterday. To confront such topics, the author dialogues with the contemporary debate on visuality, Visual Studies and Visual Poetics, and remake an original notion of poetic after Michel de Certeau and Michel Foucault–poetic is the set of practices, procedures and exercises of embodied knowledge to give a sense to a moving glance, an aspectual detail or perceptual choc, abrupt but lasting and not necessarily figural or deictic, which signals us inadvertently or violently, deeply exciting our aesthetic attention and our ethic attitude. With a typological and thematic perspective, the book analyses the adventures and the disasters of the gaze into the descriptions of artworks done by the Hellenistic rhetorician Philostratus the Lemnian, the biological origins of Cézanne’s painting for Rilke, and the survivals of the antique and primitive for Thomas Mann and Aby Warburg. Tested by some iconographic and metaphoric topics and philosophical and hermeneutical usages, these dangerous styles of looking have been reported to an inedited genealogy of the aesthetic discourse on visuality and the visual arts.

Il volume prende le mosse e rilancia le inquietudini percettive, esistenziali e teoretiche che l’informe pone all’estetica, alle teorie dell’arte e dell’immagine, oggi come nel passato. L’autore dialoga costantemente con i Visual Studies e le Visual Poetics e propone un’originale nozione di poetica a partire da Michel de Certeau e Foucault: poetica è l’insieme di pratiche, di procedure ed esercizi di saperi con cui cerchiamo di dare senso ai dettagli sensibili, agli choc percettivi, repentini ma durevoli, che ci fanno segno inavvertitamente o violentemente, ed emozionano nel profondo la nostra attenzione estetica e il nostro atteggiamento etico. In una prospettiva tipologica e tematica, il volume considera come esemplari le avventure e i disastri dello sguardo nelle descrizioni d’opere d’arte del retore ellenistico Filostrato di Lemno, nelle origini biologiche della pittura per Rilke interprete di Cézanne, e nelle sopravvivenze di antico e primitivo per Thomas Mann e Aby Warburg. Analizzati i loro repertori iconografici e metaforici, gli usi speculativi ed ermeneutici, queste peripezie rischiose della visione sono momenti esemplari di un’inedita genealogia del discorso estetico sul visuale.

Forme informi

FIMIANI, Filippo
2005

Abstract

Il volume prende le mosse e rilancia le inquietudini percettive, esistenziali e teoretiche che l’informe pone all’estetica, alle teorie dell’arte e dell’immagine, oggi come nel passato. L’autore dialoga costantemente con i Visual Studies e le Visual Poetics e propone un’originale nozione di poetica a partire da Michel de Certeau e Foucault: poetica è l’insieme di pratiche, di procedure ed esercizi di saperi con cui cerchiamo di dare senso ai dettagli sensibili, agli choc percettivi, repentini ma durevoli, che ci fanno segno inavvertitamente o violentemente, ed emozionano nel profondo la nostra attenzione estetica e il nostro atteggiamento etico. In una prospettiva tipologica e tematica, il volume considera come esemplari le avventure e i disastri dello sguardo nelle descrizioni d’opere d’arte del retore ellenistico Filostrato di Lemno, nelle origini biologiche della pittura per Rilke interprete di Cézanne, e nelle sopravvivenze di antico e primitivo per Thomas Mann e Aby Warburg. Analizzati i loro repertori iconografici e metaforici, gli usi speculativi ed ermeneutici, queste peripezie rischiose della visione sono momenti esemplari di un’inedita genealogia del discorso estetico sul visuale.
9788870185904
The book moves and re-launches the perceptual, existential and theoretical anxiousness posed by the formless to the aesthetic, the theories of art and image, today just like yesterday. To confront such topics, the author dialogues with the contemporary debate on visuality, Visual Studies and Visual Poetics, and remake an original notion of poetic after Michel de Certeau and Michel Foucault–poetic is the set of practices, procedures and exercises of embodied knowledge to give a sense to a moving glance, an aspectual detail or perceptual choc, abrupt but lasting and not necessarily figural or deictic, which signals us inadvertently or violently, deeply exciting our aesthetic attention and our ethic attitude. With a typological and thematic perspective, the book analyses the adventures and the disasters of the gaze into the descriptions of artworks done by the Hellenistic rhetorician Philostratus the Lemnian, the biological origins of Cézanne’s painting for Rilke, and the survivals of the antique and primitive for Thomas Mann and Aby Warburg. Tested by some iconographic and metaphoric topics and philosophical and hermeneutical usages, these dangerous styles of looking have been reported to an inedited genealogy of the aesthetic discourse on visuality and the visual arts.
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